Integratori alimentari: 3 consigli per un uso corretto


Vitamine, minerali, rimedi fitoterapici: bisogna leggere bene le etichette degli integratori alimentari e non essere superficiali nell’assunzione. Un’esperta del settore ci spiega come fare per un uso corretto e salutare. 

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Vitaminico, minerale o fitoterapico.

L’integratore – come indica la parola stessa – è un prodotto alimentare che “integra”, colmando i deficit nutrizionali del nostro corpo, spesso dovuti ad abitudini alimentari scorrette o carenti. In nessun caso, tuttavia, un integratore può sostituire una corretta alimentazione e uno stile di vita sano.

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Per sapere quale prodotto scegliere bisogna tenere in conto più di un fattore per evitare di assumere sostanze inutili o peggio ancora inadatte al proprio fabbisogno.

Ecco i consigli della dottoressa Giovanna Geri, farmacista, nutrizionista e co-fondatrice della startup Vitamina.

Integratori: come assumerli in modo corretto in tre mosse

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Leggere bene le etichette. Sempre

Controllare i valori riportati accanto a vitamine e minerali oppure osservare la concentrazione di principio attivo nel fitoterapico. Controllare la presenza di allergeni e fare attenzione alla posologia e alle avvertenze.

Spiega la dottoressa Geri: “Prima di tutto, in un’etichetta corretta devono essere presenti la tabella nutrizionale, la lista completa degli ingredienti, la posologia e le avvertenze. La tabella nutrizionale riporta la composizione “funzionale” del prodotto, cioè i principi che esercitano un’azione benefica sull’organismo. Nella lista degli ingredienti totali si aggiungono tutti gli elementi che costituiscono l’integratore, con in grassetto gli eventuali allergeni, a quelli già presenti in tabella nutrizionale.

Integratori per vitamine e minerali

“Dobbiamo considerare sempre il valore espresso in percentuale come VNR (Valore Nutritivo di Riferimento) o RDA (Recommended Daily Amount- dose giornaliera raccomandata). Se il valore percentuale supera il 100% per le vitamine idrosolubili (Vitamina C e vitamine del gruppo B) non è un problema, mentre è diverso per quelle liposolubili. Percentuali di vitamine A, E, D o K elevatissime vanno assunte solo ed esclusivamente dietro prescrizione o consiglio del medico”.

Integratori per estratti vegetali

È importante che nell’etichetta siano chiaramente leggibili sia il nome botanico della pianta, sia la parte di essa utilizzata per la preparazione del prodotto. Inoltre, dobbiamo sempre ricercare il “titolo” dell’estratto, ovvero il valore percentuale che esprime la concentrazione del principio attivo dotato della maggiore attività biologica. Questo valore è il più critico poiché è spesso la ragione della differenza di costo dei fitoterapici in commercio oltre che della qualità della produzione; chiudo con i probiotici, che vedrete indicati con i loro nomi latini e nella tabella nutrizionale vengono evidenziati i ceppi batterici presenti oltre una certa concentrazione per UFC (Unità Formanti Colonia)”.

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L’interazione integratore (vitamina, minerale o fitoterapico) e medicinale non è da sottovalutare.

Quando si assumono farmaci, in particolar modo in terapie croniche. In questi casi sempre consultare il proprio medico o il farmacista di fiducia.

“Senza creare allarmismi è bene stare attenti quando alla combinazione integratore-farmaco, ma in questo caso occorre fare dei distinguo. Ad esempio il magnesio e gli integratori a base di sali di ferro o alluminio possono inibire l’assorbimento di molti farmaci, come gli antibiotici e antiosteoporotici. Perciò è sempre raccomandabile assumerli a distanza. Caso inverso è invece quello di chi prende farmaci per la protezione gastrica: per loro infatti sarebbe opportuna un’integrazione con il magnesio ed è molto spesso trascurata”.

“In fitoterapia, ovvero per quegli integratori a base di estratti vegetali titolati, invece, dobbiamo tenere in considerazione la presenza di possibili effetti collaterali (come i fenomeni allergizzanti), specialmente quando si assumono farmaci in terapia cronica — statine, antidepressivi, antidiabetici, beta-bloccanti, ansiolitici, pillola anticoncezionale — solo per citarne alcuni.

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“La valeriana potenzia gli effetti di farmaci utilizzati nel trattamento dell’ansia o dei disturbi del sonno; gli integratori con ananas possono aumentare il rischio di emorragia legato all’uso degli anticoagulanti; la rodiola interagisce con i farmaci antidepressivi che agiscono sulla serotonina; il ginseng aumenta l’effetto ipoglicemizzante dei farmaci per la cura del diabete”, sottolinea la specialista.

Frutta e verdura ogni giorno per le vitamine e i minerali necessari

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L’alimentazione è la prima fonte di nutrienti e micronutrienti: è fondamentale mangiare verdura e frutta ogni giorno, sia cruda che cotta, fresca o secca, per garantirsi vitamine e minerali in giuste quantità. Chi segue, per necessità o per scelta, regimi alimentari particolari, aumenta, però, il fabbisogno di certi micronutrienti che è importante integrare.

Spiega ancora l’esperta: “I vegani necessitano di un apporto maggiore di vitamine del gruppo B (in particolare B12) e D e i celiaci di integrare le vitamine del gruppo B, Magnesio e Zinco. In altri casi sono alcune nostre scelte di vita o abitudini che possono influire a depauperare il nostro organismo delle sostanze nutrienti necessarie: come stress, fumo e consumo di alcolici, per citare i più diffusi”.

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Conclude la dottoressa Geri: “Un fumatore, infatti, necessita di maggiori quantità di Vitamina C per contrastare lo stress ossidativo e i radicali liberi prodotti in abbondanza dalle sigarette o chi consuma spesso alcolici perde magnesio e vitamine, specialmente quelle idrosolubili (vitamina C e vitamine del gruppo B). Lo stress, poi, protagonista della vita frenetica di questo Terzo Millennio, sottrae energia e ci rende più sensibili alle aggressioni esterne, producendo e accumulando radicali liberi e bruciando le nostre riserve di vitamine e minerali, che sarebbe bene integrare con vitamine antiossidanti, zinco e magnesio”.

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