Sindrome delle gambe senza riposo: cos’è e come curarla

Arianna Preciballe
Esperta di: Gossip, Moda e Design

La sindrome delle gambe senza riposo è una vera e propria patologia, per fortuna per nulla seria, che interessa circa il 2.7% della popolazione con netta prevalenza femminile; anche se questo dato è certamente sottostimato in quanto il più delle volte. Persino chi ne soffre, spesso, tende a sottovalutare il problema, anche perché potrebbe non sapere che in effetti si tratta di un disturbo neurologico del sonno. Scopriamone insieme di più! 

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Quando si dorme si compiono dei movimenti del tutto fisiologici, anche 20 per ora di sonno nei soggetti giovani mentre negli anziani questo dato si riduce sensibilmente. Tali movimenti servono per evitare che a causa di una compressione prolungata di un tronco nervoso, possano verificarsi delle vere e proprie paralisi seppur transitorie e del tutto trascurabili.

Esistono poi altri movimenti, le mioclonie ipniche, che sono caratterizzate da movimenti rapidi, una sorta di scosse, che si verificano quando i centri del sonno e della veglia non hanno ancora trovato il giusto equilibrio.

Fin qui si tratta di una attività fisiologica normale, mentre altra cosa è la sindrome delle gambe senza riposo, detta RLS, che si presenta nelle ore serali e così come è comparsa, sparisce di punto in bianco alle prime ore dell’alba, ovvero verso le 3-4 di notte. Ma di cosa si tratta?

Sindrome delle gambe senza riposo: cos’è?

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La sindrome delle gambe senza riposo costringe chi ne soffre a camminare durante le ore notturne, perché solo in questo modo riesce a trovare sollievo al disturbo che, come detto, di per se non è per nulla grave; tuttavia ha una significativa influenza sulla qualità della vita a causa delle poche ore di sonno cui si è costretti.

Formicolii, crampi agli arti inferiori in particolare al polpaccio e alla pianta del piede, scosse, prurito, bruciore sono solo una parte dei fastidi, a volte decisamente severi, che affliggono i pazienti nelle prime ore della notte.

Le cause sono del tutto sconosciute, anche se si ipotizza una componente familiare, il fumo, la gravidanza e altro ancora.

Una cura specifica non esiste, tuttavia si sono avuti buoni risultati con un farmaco dopamino antagonista utilizzato anche  nel trattamento del Parkinson.