Fedez sotto accusa: le scuse

Dalle sue Instagram stories Fedez spiega alcuni passaggi di un suo testo preso di mira da alcuni leghisti che lo hanno accusato di aver espresso anche lui contenuti omofobi nelle sue canzoni: “non venite a darmi lezioni di coerenza”.

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Dopo l’intervento di Fedez sul palco del Primo Maggio in cui ha riportato le esternazioni pubbliche omofobe di numerosi esponenti della Lega, dimostrando l’importanza di approvare il ddl Zan, sui social molti leghisti hanno ripreso alcuni versi di vecchie canzoni del rapper che secondo loro riporterebbero versi altrettanto omofobi.

Ieri pomeriggio il rapper, dalle sue stories, ha spiegato i suoi testi dimostrando come gli attacchi ricevuti fossero dovuti ad una scorretta comprensione dei contenuti.

Infine ha aggiunto di non voler ricevere lezioni di coerenza da un partito il cui leader ha insultato per lungo tempo il sud Italia, salvo poi andarvi a fare campagna elettorale per raccogliere i voti del Meridione.


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L’analisi del testo di Faccio Brutto

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Ieri Fedez ha spiegato il significato di alcuni suoi testi nelle Instagram stories dopo che alcuni leghisti hanno paragonato le dichiarazioni omofobe degli esponenti del Carroccio citate da Fedez al Primo Maggio, ad alcuni versi cantati dal rapper negli anni passati.

Il cantante si è così trovato a dover spiegare letteralmente i contenuti di una sua canzone, Faccio Brutto, in cui ridicolizza la figura del rapper gangsta che si mostra duro per salvare il personaggio, a tratti anche omofobo e machista.

Come spiega Fedez, il testo della canzone ha una struttura che si basa sul prendere tutti i cliché dello stereotipo del rapper per poi concludere con una frase che ridicolizzi il tutto. Cosa che accade anche nel verso incriminato dai leghisti, che appunto dice: “Ho un odio represso verso tutte le persone gay / ma poi limono con la foto del cantante dei Green Day“.

Fedez ai leghisti “Ho sbagliato anche io, ma non parlatemi voi di coerenza”

18:15 – Fedez spiega i suoi testi a chi lo accusa di frasi omofobe

Dopo aver spiegato il reale significato dei versi della sua canzone, Fedez spiega che in passato avrà sicuramente detto frasi omofobe senza esserne consapevole, ma che crescendo ha cercato di migliorarsi e di riempire le sue lacune:

“Ho peccato anche io, da giovane, ho sicuramente detto delle cose omofobe. Non c’è mai stata, nel quartiere dove sono cresciuto, educazione in tal senso, ma poi ho cercato di migliorarmi.

Ho sbagliato per cose dettate dall’ignoranza: ho fatto un testo recentemente che è stato giudicato transfobico, non era voluto, ma ho invitato una ragazza trans al mio podcast, abbiamo affrontato il tema e ho imparato un sacco di cose, perché non ho preclusioni.


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Ma capite che dire “se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno” da una persona che dovrebbe rappresentare il Paese, non da un rapper, è una cosa che dà un peso completamente diverso?”

Così, Fedez ricorda anche che in fatto di coerenza non ha certo bisogno di lezioni da parte di un partito il cui leader, Matteo Salvini, ha per lungo tempo intonato cori razzisti contro Napoli e il Sud Italia, per poi invertire completamente la rotta in vista delle campagne elettorali:

“Ma poi amici leghisti: voi veramente volete andare a rimestare nel mio passato, quando il vostro leader qualche anno fa non tanto lontano fece un video in cui disse “Napoli m***a, Napoli colera, sei la rovina dell’Italia intera” e oggi va a Napoli a chieder voti ai napoletani? Ma cosa c***o volete da me?”

In conclusione, il rapper invita la classe politica a tornare ad occuparsi delle problematiche del Paese, promettendo che da parte sua e di sua moglie, continueranno ad essere portate avanti iniziative benefiche come è stato fatto dai Ferragnez da quando è scoppiata la pandemia da coronavirus.

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Giulia Marinangeli
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