Yoga in acqua: Woga


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Oggi, molte sono le attività che si praticano in acqua, fino a far diventare la piscina una vera e propria palestra.

Le prime attività ad essere state svolte in piscina sono state quelle aerobiche e lo spinning, rispettivamente acquagym ed hydrobike.

Di recente anche il Pilates e lo Yoga sono entrati in contatto con l’acqua.

Questo perché le persone sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e di conseguenza, il settore del fitness è anch’esso alla continua ricerca di attività innovative che incoraggino il maggior numero possibile di persone alla pratica sportiva.

Tuttavia, è doveroso sottolineare come l’ambiente acquatico abbia innegabili vantaggi sotto il profilo articolare, funzionale e della motivazione.

Lo Yoga praticato in acqua porta il nome di Woga, ed a praticarlo per la prima volta sono stati gli americani (californiani). Woga perchè è composto da due termini water e yoga e lo si può quindi tradurre come “yoga in acqua”.

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In America Il Woga si pratica ormai da una decina di anni, qui non tutte le piscine hanno un corso di Woga, è più facile seguirlo nei grandi centri urbani.

In ogni caso lo Yoga in acqua è una delle attività più utili per ritrovare l’equilibrio fisico e psichico della propria persona.

Le posizioni tradizionali dello Yoga si adattano a meraviglia all’ambiente acquatico.

L’acqua è un elemento che addolcisce i movimenti, sblocca le articolazioni, allunga e scioglie i muscoli, dona il giusto equilibrio psico-fisico e migliora le capacità di concentrazione.

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Praticare il Woga significa allontanare le tensioni negative, prevenire lo stress, l’insonnia e l’ansia.

Fate attenzione alla temperatura dell’acqua, che per una buona riuscita dell’attività dev’essere intorno ai 30°, in quanto gli esercizi, per la maggior parte statici, esigono una temperatura abbastanza alta.

 


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