Acqua minerale per bambini: cos’è il residuo fisso? Tabella


Un parametro importante da conoscere in modo corretto, nella scelta dell’acqua da bere, è il residuo fisso. Cerchiamo di capire che cosa indica davvero e come orientarsi al supermercato in base alle proprie esigenze. 

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Sempre di più si sente parlare di residuo fisso delle acque minerali.

Il residuo fisso indica la quantità di sali minerali disciolti in un litro di acqua. Su di essa si basa la classificazione di 4 principali tipologie di acqua minerale presenti sul mercato.

Facciamo chiarezza con le spiegazioni degli esperti della Fondazione Umberto Veronesi.

Valori del residuo fisso: come scegliere l’acqua minerale

Acque minerali: residuo fisso, che cos’è e tabella

Tecnicamente, il residuo fisso è una misura di laboratorio che indica il contenuto globale di sali minerali disciolti nell’acqua dopo l’evaporazione di 1 litro di acqua a 180°. È riportato sull’etichetta della bottiglia.

1) L’acqua più “leggera” è l’acqua minimamente mineralizzata, ovvero con il minor quantitativo di sali disciolti, in assoluto. (Il valore di leggerezza non è va considerato una qualità, ma semplicemente una caratteristica). Il residuo fisso non deve essere superiore a 50 mg/litro.


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2) L’acqua oligominerale, o leggermente mineralizzata, ha un residuo fisso inferiore a 500 mg/litro.

3) L’acqua medio-minerale quella il cui residuo fisso varia tra 500 e 1.500 mg/litro.

4) L’acqua particolarmente ricca di sali ha un residuo fisso superiore a 1.500 mg/litro. Può avere caratteristiche terapeutiche, dunque è consigliabile l’assunzione sotto controllo medico. Solitamente si acquista in farmacia o presso i centri termali, ma può essere presente anche in alcuni supermercati.

Acqua e residuo fisso: falsi miti, pappe e latte per bambini

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Secondo un luogo comune piuttosto diffuso, l’acqua minerale con un residuo fisso alto fa male alla salute. No. Gli specialisti della Fondazione Veronesi fanno chiarezza: “In Italia il residuo fisso è considerato un tabù, quindi negativo (…) Parliamo dei sali minerali disciolti in un litro d’acqua, non di sostanze dannose alla salute. Un’acqua con alto residuo fisso sarà più ricca di sali minerali di un’acqua con basso residuo fisso. Sarà il medico a consigliare la più idonea a ciascuna persona”.

Sei una neo mamma e stai svezzando il tuo bambino? Vuoi sapere quale acqua è più indicata per preparare le pappe o il latte artificiale?

Rispondono gli esperti: “I bambini, nei primi mesi di vita, devono essere nutriti con l’acqua “minerale”, perché, per legge, siamo sicuri che sia microbiologicamente pura, proveniente da sorgenti indenni da inquinamento e con una quantità di minerali e oligoelementi rigorosamente “sotto controllo”. Infatti, l’acqua utilizzata per diluire il latte artificiale deve contenere pochi minerali (soprattutto sodio, potassio e cloro) per evitare un eccessivo lavoro dei reni. Scegliamo quindi un’acqua minimamente mineralizzata o oligo-minerale con un residuo fisso non superiore ai 150 mg per litro. Queste acque si trovano facilmente in commercio e recano sulle etichette le indicazioni utili per orientare correttamente la mamma nell’acquisto”.

(Fonte: “I Quaderni”, “La Salute in tavola”, Speciale “Acque minerali. Una scelta di gusto e salute”, Fondazione Veronesi).

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