Musica durante la gravidanza

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Durante la gravidanza, nell’ultimo trimestre quando i movimenti del bambino sono più evidenti, egli riceve il suono materno ma anche la maggior parte dei suoni che arrivano dal di fuori. Infatti, è in questo periodo che l’orecchio del bambino inizia i così detti “processi cognitivi” di riconoscimento e memorizzazione.
Il bambino riconosce alcune “voci” alle quali risponde con azioni motorie e fisiologiche.

Già dai primi momenti di vita, l’embrione comincia ad essere immerso in un universo sonoro che lo accompagna durante i nove mesi di gestazione. All’interno del corpo della madre si propagano tanti suoni e ritmi.
Il battito cardiaco, il flusso sanguigno, il suono della respirazione e dei movimenti del diaframma, il rumore delle articolazioni e il gorgoglio dello stomaco sono tutte fonti sonore che costituiscono una stimolazione del feto.


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Il suono diventa il veicolo privilegiato del contatto fra madre e figlio. In molti programmi di “accompagnamenti alla gravidanza” è inserito, infatti, anche l’ascolto della musica.
Alcuni esperti consigliano alle donne di ascoltare musica classica. Le ripercussioni che il suono può avere sia sul feto che sulla madre, sono benefiche. Per la mamma, la musica, aiuta a stimolare endorfine e facilita il rilassamento dei muscoli.
Il suono arriva attenuato al feto per via della presenza del liquido amniotico, ma contribuisce comunque a sviluppare il riconoscimento del suono e, quindi, a formare l’inizio di una memoria musicale. Si è dimostrato, inoltre, che una volta venuto alla luce, il bambino, riconosce le musiche ascoltate durante la gestazione e spesso reagisce rilassandosi al loro ascolto.