Nausea in gravidanza


La nausea ed il vomito spesso accompagnano la gestante nel primo trimestre della gravidanza. Si parla di una incidenza di questo disturbo nel 60% delle donne nell’arco delle prime 12 settimane di gestazione.

Nonostante non esistano regole assolute su questo argomento, perchè non tutte le gravidanze sono uguali, neppure per la stessa donna, si possono comunque evidenziare dei tratti comuni che accompagnano questo disturbo.

Sintomi e cause scatenanti
Le nausea, infatti, spesso è più presente al mattino, al risveglio e meno comunemente perdura tutta la giornata. Si presenta come un fastidio profondo legato agli odori forti, come il caffè, cibo, fumo di sigaretta, aria viziata. Spesso, a questa sensazione di malessere, si accompagna una salivazione abbondante con alterazioni del gusto e dell’olfatto. Picchi di forte nausea possono indurre il vomito.
Questa problematica, inizialmente può essere destabilizzante per la futura mamma.
E’ importante sapere che non è assolutamente una condizione grave, dopo la dodicesima settimana la nausea diminuisce di intensità, e raramente si protrae oltre la sedicesima settimana.
Oltre a ciò, va considerato che non nuoce al feto perchè nei primi tre mesi di vita il bambino attinge alle riserve della madre, e quindi non risente di una sua cattiva nutrizione o di un mancato aumento di peso.
Può diventare, però, una condizione pericolosa quando si vomita più di 3-4 volte al giorno e si ha una perdita eccessiva di peso.
In questo caso occorre consultare il proprio ginecologo che potrà valutare se vi è perdita ingente di liquidi e di minerali.

Sintomi della iperemesi gravidica
La disidratazione si mostra con vertigini, sete, una minore minzione e cambiamento di colore dell’urina (che diventa piu scura), aumento del battito cardiaco, aumento della temperatura, lingua asciutta, alito con odore di acetone.
Queste caratteristiche sono tipiche di iperemesi gravidica, una condizione altamente debilitante, in cui nausea e vomito compaiono e persistono in forma grave, e che colpisce una piccola percentuale (0,3-2% circa) di donne gravide.


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