Moda: il Covid come ha colpito il settore?

Il settore della moda è stato sicuramente uno dei mondi che più ha risentito della pandemia globale che da Marzo ha bloccato le nostre vite. Molte imprese hanno chiuso i battenti e i grandi marchi virano verso scelte molto più sostenibili.

Mode

Il Covid ha messo in pausa le nostre vite e la moda ha risentito in particolar modo di questo stop forzato. Le piccole aziende, boutique e negozi hanno chiuso, molti hanno preferito non ripartire e decidere di abbandonare anni ed anni di sacrifici spesi nelle proprie attività.

Il mondo del retail non sarà più lo stesso, ma secondo uno studio condotto dal network internazionale Pwc, PricewaterhouseCoopers, seguendo alcune priorità il settore potrebbe rialzarsi.

Puntare sul made in Italy

Italy

Secondo gli studi condotti dal noto Network, sarà fondamentale puntare sul rilancio del made ini Italy, da sempre forza motrice della nostra economia. Nel report leggiamo:


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serviranno cinque anni per tornare ai livelli di spesa pro-capite del 2019. Anche l ‘indice di fiducia dei consumatori è
precipitato del 15% da febbraio a maggio 2020 e sebbene da giugno la fiducia sia leggermente risalita, il dato di agosto segna ancora un -10% vs lo stesso mese dell’anno precedente

Cosa significherebbe questo per la moda? E in che misura si dovrebbe applicare tale misura? Per i piccoli imprenditori la paura è di non poter accedere a tali fondi, principalmente in favore dei grandi marchi che hanno un notevole potere di Export.

Ad ogni modo un buon piano di internazionalizzazione potrebbe risanare l’ideale di Made in Italy nei paesi esteri i quali, inevitabilmente, hanno visto il nostro paese come poco stabile.

Sostenibilità ed e-commerce le nuove frontiere

Eco

La sostenibilità è ormai un must di tutti i tipi di settori, ma sempre secondo il report condotto da Pwc, scelte in favore della salvaguardia dell’ambiente agli occhi dei consumatori sono sintomo di affidabilità del marchio.

La reputazione della moda e dei singoli marchi è un fattore fondamentale, in questo momento storico in particolare. La ricerca afferma che:

Le aziende si stanno muovendo verso un nuovo modo di produrre, di creare, di fare industria. Ciò su cui tutti sono d’accordo è che le aziende dovranno garantire la trasparenza e la tracciabilità della filiera e fidelizzare il  consumatore, permettendogli di sapere come è stato prodotto un alimento, un capo o anche un oggetto.


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Per quanto riguarda l‘e-ccomerce, sale del 28%, nei primi mesi del 2020, l’acquisto online. Anche le più piccole realtà dovranno abituarsi ad avere un canale online dedicato. Il romantico sogno dello shopping direttamente in negozio è ormai l’eccezione.

Non lasciamoci superare

Economy

Secondo Carlo Capasa, Presidente Camera Nazionale della Moda, bisogna applicare delle misure di azione per non lasciarci sopraffare in maniera irrimediabile dai competitors internazionali:

L’Italia è il più grande produttore di modad’Europa con 30 punti di distacco rispetto al secondo, un vantaggio che non ha neppure la Germania nell’automotive. È necessario fare molta attenzione perchè rischiamo di perdere per sempre pezzi della filiera e competenze. Sono tanti i Paesi che vorrebbero approfittare di questo momento per rafforzare la loro filiera acquisendo parte dei nostri fatturati.

La moda è uno dei simboli della nostra cultura e della bravura dei nostri artigiani, per non parlare dell’importanza che ha a livello economico per il paese. Nel nostro piccolo come possiamo agire? Probabilmente non cambieremo le sorti di un intero paese, ma iniziare ad informarsi sulla situazione potrebbe essere un ottimo punto di partenza per non farsi trovare impreparati!

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