Sanremo: i 5 outfit più iconici

Tra poche settimane si inizierà a parlare della Kermesse canora più famosa del paese: Sanremo. Vediamo insieme alcune delle scelte più bizzarre e iconiche che abbiamo visto sul palco dell’Ariston. 

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Sanremo non è solo musica, ma anche moda. Ogni anno i più grandi stilisti decidono di “sfilare” anche sul palco dell’Ariston. Che piaccia o meno, il festival è una delle manifestazioni della nostra cultura e che ha segnato, soprattutto negli anni addietro, momenti storici della musica e dello spettacolo. 

E per quanto riguarda l’abbigliamento? Parola d’ordine: Stupire. Nel bene o nel male anche gli abiti devono far parlare di sè. Allora come non iniziare dalla famosa farfallina di Belen?

2) Personaggio molto criticato, Belen ha reso l’iconica discesa delle scale dell’Ariston ancor più iconiche, mostrando nel 2011 un tatuaggio molto provocante. Aldilà della discutibilità del gesto della showgirl, bisogna darle atto che negli anni successivi abbiamo visto moltissimi abiti con spacchi vertiginosi e soprattutto a “più strati”. Nel 2020 i colori pastello dell’abito risultano gradevoli, in quanto un must delle passate collezioni estive, ma 9 anni fa saranno stati un grosso pugno nell’occhio


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2) Degno di nota anche il cantante Mahmood che nel 2019 ha rotto con la monotonia della moda maschile, troppo statica. Con una semplice camicia a stampa il cantante milanese ha conquistato per la sua musica. La sobrietà della scelta, in linea con la sua personalità, hanno conquistato tutti.

Pantaloni larghi e con cerniere vistose, nei mesi successivi, sono diventati un trend molto forte. Bravo Ale!

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3) Nel 2019 Ornella Vanoni ha realizzato una delle prove che tutti abbiamo pensato, almeno una volta nella vita: Indossare un abito che ci piace da morire in diverse tonalità. Regina di stile, ma non proprio di bon ton, la cantante potrebbe tornare sul palco di Sanremo 2021, la domanda è: ubriaca o sobria?

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4) Sempre nel 2020 il trapper Achille Lauro ha iniziato la sua battaglia contro gli stereotipi di genere a suon di abiti stravaganti. Artista a tutto tondo, Lauro non ha problemi a vestirsi “da donna”, iniziando a minare un pò il concetto di vestiti “da donna” e “da uomo”. Ovviamente il pubblico è stato molto duro con lui, ma tra qualche decennio capiremo il valore di alcune scelte coraggiose.


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5) Patty Pravo, nel lontano 1984, con l’aiuto della sapiente arte di Gianni Versace, decise di rendere onore alla cultura nipponica. Forse oggi qualcuno griderebbe alla indecorosa “Appropriazione culturale“, ma negli anni ’80 la cantante non si è posta questo problema.

L’effetto “cotta di maglia” diventerà un simbolo distintivo di Gianni che porta con sè anche un pò di Sanremo.

E questo 2021? Possiamo solo aspettare e nel frattempo iniziare a ripeterci che “Sanremo è Sanremo” e qualunque cosa accada, anche se di nascosto, lo guarderemo tutti!

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