Aborto negato a Malta: la turista ha rischiato la vita

Camilla Principi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
24/06/2022

Malta- una turista incinta rischia la vita a causa dei medici. La donna, in vacanza sull’isola, ha avuto un’emorragia e successivamente il distacco della placenta. Il feto non avrebbe avuto speranze, ma la donna sì, i sanitari maltesi le hanno, però, negato la possibilità di abortire facendole rischiare di perdere la vita. 

Aborto negato a Malta: la turista ha rischiato la vita

Andrea Prudente, in vacanza sull’isola con il marito, ha avuto un’emorragia e il conseguente distacco della placenta. Il feto non aveva la possibilità di sopravvivere, ma il cuore batteva ancora, purtroppo però in queste condizioni la mamma avrebbe rischiato la setticemia. sanitari maltesi si sono rifiutati di attuare la pratica d’aborto, perché vietato dalla legge, essendoci ancora battito.

medici hanno giustificato la loro decisione dicendo che, fin quando ci fosse stato battito non avrebbero potuto interrompere la gravidanza, anche se il feto non si sarebbe mai sviluppato (e quindi sarebbe comunque sopraggiunta la morte)  e soprattutto anche se la donna stava rischiando la vita. Fortunatamente Andrea è stata trasferita in Spagna dove ha avuto la possibilità di essere operata, salvandosi dal rischio di setticemia e infezione, che molto probabilmente l’avrebbe portata alla morte.

Il marito spiega:

Noi lo volevamo, l’amavamo, vorremmo che sopravviva ma non può. Siamo qui con l’idea che se arrivano le doglie, i medici si metteranno in moto, se il battito si ferma, aiuteranno, altrimenti non faranno nulla. Il bambino non può sopravvivere e questo ospedale sta prolungando i rischi per Andrea.

Non è il primo caso sconvolgente a Malta: nel 2017 una donna è stata trasferita in Francia per essere operata. Sull’isola vige ancora una legge risalente al 1850 che proibisce l’interruzione di gravidanza in ogni sua forma: nei casi di stupro, incesto, anomalie del feto o rischi per la salute della madre. Il medico che aiuta una donna a interrompere la gravidanza rischia fino a 4 anni di carcere e il ritiro definitivo della licenza. La donna che abortisce rischia invece fino a 3 anni di carcere.