Achille Lauro si difende dalle accuse di omofobia

08/05/2021

Il cantante di Rolls Royce ha condiviso un post con un lungo sfogo in cui si difende da chi lo accusa di omofobia e di appropriarsi di elementi della cultura queer per dare vita alle sue esibizioni sceniche.

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Le esibizioni di Achille Lauro scatenano da sempre polemiche sulla sua arte e sul suo modo di mostrarsi sul palco.

Solitamente non si è mai particolarmente dispensato in repliche agli attacchi sulle sue performance artistiche, ma ieri il cantante ha deciso di pubblicare un post su Instagram con un lungo sfogo in cui si difende da alcune accuse ben specifiche: quelle di omofobia e di appropriazione della cultura queer.

Le accuse ad Achille Lauro

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Achille Lauro si è sempre esposto a sostegno della comunità LGBTQ+, ma in questi giorni in cui le polemiche sul monologo di Pio e Amedeo a Felicissima Sera sono accesissime, è stato chiamato in causa anche lui, esibitosi nello show proprio la sera del monologo in cui il duo comico ha tentato di sdoganare termini come f****o e n***o, spostando il valore offensivo nelle intenzioni e non nei termini a sé stanti.


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A questo punto Achille Lauro ha subito duri attacchi per il suo non essersi opposto ai contenuti portati in scena da Pio e Amedeo. Omofobia, appropriazione culturale, queerbaiting: sono le principali accuse rivolte all’artista che spesso sul palco si esibisce in travestimenti e baci ad altri uomini, cosa che per molti sarebbe semplicemente un attingere dalla comunità LGBTQ+ per fare spettacolo.

Lo sfogo di Lauro

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Achille Lauro non ha accettato queste accuse, e questa volta non ha lasciato correre. Il cantante di Maleducata ha così affidato ad un lungo post su Instagram il suo sfogo, pur dichiarando di non esporre volentieri sui social la sua vita privata.

Tuttavia, il livello di offese e di accuse verso di lui lo hanno portato a prendere questa decisione e a esporsi sui social per chiarire la sua posizione nei confronti della comunità LGBTQ+ e della propria arte:

“Non parlo tanto, non metto la mia vita privata sui social. Non mi interessa e quando è successo non mi è piaciuto farlo, tuttavia in questi giorni di forte polemica ho capito che in alcuni momenti, invece, dovrei farlo.

L’ho capito quando mi hanno detto che il trucco è solamente appropriarsi di qualcosa che non mi appartiene. Ma il trucco non è solo trucco, è il mondo dove voglio portare le persone, è la mia volontà espressiva, è il colore e il vestito delle parole.


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L’ho capito quando mi hanno umiliato pensando che io sia un pagliaccio che si mette in mostra. Ma nella mia interpretazione artistica la musica non è solo musica. È spettacolo, è uno stato d’animo, è un ideale, è libertà estrema è il rifiuto nei confronti di coloro che credevano che io non fossi libero, o non fossi all’altezza è conseguenza di anni di umiliazioni e vergogna.

L’ho capito quando per un commento riferito alla solidarietà su lavoratori dello spettacolo mi hanno dato dell’omofobo, dopo anni che mi danno del “f****o” pensando di offendermi!

Da anni investo denaro, tempo e impegno per la tutela dei diritti umani, per i diritti delle persone abbandonate nelle carceri, per aiutare i bambini negli ospedali, per i ragazzi nelle comunità, per chi non ha una casa, per coloro che sono rimasti senza lavoro, per chiunque abbia bisogno di aiuto e per essere artefice e partecipe, nel mio piccolo, di una rivoluzione per cui la condizione sociale, culturale e umana delle classi deboli e discriminate possa cambiare definitivamente.

Per chi non mi conosce ci tengo a ricordare che lo faccio da quando non avevo una lira, perché sono cresciuto tra gli emarginati e i reietti, perché so che vuol dire sentirsi diverso, mai compreso, solo. Quando per il mondo non sei nessuno.

Mia madre mi ha educato insegnandomi che aiutare gli altri è una priorità e per chi ne ha la possibilità è un dovere.

Attenzione perché la realtà non è solo quella che vedete su giornali e tv, e dietro quelle storie, molto spesso, ci sono vite vere fatte di sofferenza, valori e battaglie.

Lauro”

Giulia Marinangeli
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