Brasile: si sottopone al parto cesareo l’anestesista la violenta

Camilla Principi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
13/07/2022

Violentata durante il parto cesareo. Il medico l’ha anestetizzata per attuare la procedura operatoria e successivamente l’ha violentata nel sonno. Fatto sconvolgente in Brasile.

Brasile: si sottopone al parto cesareo l’anestetista la violenta

Purtroppo ancora oggi dobbiamo assistere a fatti scioccanti come la vicenda che arriva dal Brasile: medico anestesista di 32 anni arrestato con l’accusa di violenza dopo essere stato denunciato dall’ospedale per il quale lavorava,  Hospital da Mulher di Rio de Janeiro.

Brasile: si reca in ospedale per partorire, viene violentata

Brasile: si sottopone al parto cesareo l’anestetista la violenta

La vicenda riguarda una donna che, affidatasi alle cure dell’ospedale, avrebbe dovuto sottoporsi ad un parto cesareo, ma purtroppo è stata violentata dal suddetto anestesista. L’uomo l’ha portata in sala operatoria, le ha somministrato l’anestetizzante e ha abusato di lei. Fortunatamente la direzione aveva apposto delle telecamere, nella sala operatoria in questione, proprio perché da qualche tempo sospettava del medico e dei farmaci anestetizzanti che utilizzava.

Dalle telecamere si vede che l’uomo, facendo finta di controllare i parametri della donna, le si avvicina al viso e in realtà la sottopone a più violenze sessuali avvicinando il suo organo sessuale alla bocca della donna inerme. Fortunatamente l’uomo è stato denunciato, dallo stesso ospedale, e successivamente arrestato. Gli inquirenti stanno cercando di capire se si tratta di un evento isolato o fosse qualcosa di abitudinario.

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Per il reato il medico rischia una pena da 8 a 15 anni di reclusione. Lo stesso Bolsonaro, Presidente del Brasile,  ha commentato:

“È estremamente deplorevole che la nostra Costituzione non permetta nemmeno al dannato stupratore che ha abusato di una paziente incinta anestetizzata di marcire per sempre in prigione, senza alcun tipo di privilegio. I diritti umani sono per la vittima, non per l’aggressore”.