Chiara Ferragni in difesa del diritto all’aborto

Rachele Luttazi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
26/08/2022

Si avvicinano le elezioni e con esse la campagna elettorale si fa sempre più viva. Ad intervenire su uno degli argomenti più spinosi delle prossime elezioni è Chiara Ferragni, che tramite il suo profilo Instagram lancia un appello in favore del diritto all’aborto.

Chiara Ferragni in difesa del diritto all’aborto

Come è solita fare, Chiara Ferragni ha lanciato un appello in difesa del diritto all’aborto tramite le sue Instagram stories. L’influencer, infatti, ha condiviso un post della rivista The Vision in cui si evidenzia il ruolo che Fratelli d’Italia ha svolto nelle Marche contro il diritto all’aborto e quello che potrebbe succedere con le elezioni del 25 settembre.

Aborto: Chiara Ferragni lancia un appello

Chiara Ferragni in difesa del diritto all’aborto

In una storia Instagram Chiara Ferragni ha condiviso un post contenuto nel profilo di The Vision, rivista online lanciata nel 2017 dal cofondatore di Vice Italia, Andrea Rasoli, che si rivolge ai millennial italiani.

L’immagine del post ritrae una stanza d’ospedale con al centro un lettino nero, quello su cui ogni donna che deve abortire è invitata a sedersi, con riportato il titolo del contenuto:

Fdi ha reso praticamente impossibile abortire nelle Marche, che governa. Una politica che rischia di diventare nazionale se la destra vince le elezioni.

Nel ricondividere la storia sul suo profilo, Chiara Ferragni ha lanciato un appello:

Ora è il nostro tempo di agire e far sì che queste cose non accadano.

Una presa di posizione inequivocabile quella dell’influencer che si preoccupa di ciò che glie siti delle elezioni potrebbero fare in tema di diritti civili.

La risposta della politica e la situazione nelle Marche

Chiara Ferragni in difesa del diritto all’aborto

Dopo il post della Ferragni, l’argomento è diventato centrale all’interno della campagna elettorale e subito molti politici hanno riposto all’influencer, chi a sostegno, per lo più dalla coalizione di centro-sinistra come Lia Quartapelle e Nicola Frantoianni, e chi invece contro, la maggior parte esponenti di Fdi che si sono affrettati a dichiarare che il diritto all’interruzione di gravidanza nelle Marche è gratuito.

Eppure, secondo quanto riportato da il Guardian, le Marche potrebbero rappresentare una sorta di laboratorio politico dove il partito di Meloni sta sperimentato politiche più restrittive in materia di aborto da applicare poi a livello nazionale. Infatti, uno dei primi interventi del consiglio regionale a guida Fratelli d’Italia è stato quello di opporsi alla somministrazioni della RU486 nei consultori e negli ospedali pubblici in cui il 71% dei medici è obiettore di coscienza.