Cuba: annunciato il referendum su matrimoni omosessuali e maternità surrogata

Rachele Luttazi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
26/07/2022

A settembre i cittadini cubani saranno chiamati a votare per il referendum che potrebbe legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la maternità surrogata. Dopo un lungo percorso di battaglie e proteste da parte degli attivisti della comunità Lgbtq+, il popolo cubano sarà chiamato al voto.

Cuba: annunciato il referendum su

A Cuba, il 25 settembre, i cittadini voteranno per il referendum che potrebbe rendere legali il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la maternità surrogata.

Secondo il segretario dell’Assemblea nazionale, Homero Acosta, la decisione finale sarà nelle mani dei cittadini cubani e inoltre:

Siamo convinti che a tempo debito la maggioranza del popolo cubano appoggerà questo codice rivoluzionario, inclusivo e democratico.

La domanda alla quale dovrà rispondere il popolo cubano è: “Siete d’accordo con il Codice della famiglia?”. Se il numero di voti positivi supererà il 50 per cento, allora la norma sarà approvata.

La parata del 2019

Cuba: annunciato il referendum su

Già nel 2019, gli attivisti cubani appartenenti alla comunità Lgbtq+ avevano organizzato una parata per spingere il Parlamento cubano a legalizzare i matrimoni omosessuali. In quell’anno, infatti, la costituzione cuba era soggetta a rivisitazione. Purtroppo il corteo fu organizzato senza aver ricevuto l’autorizzazione del governo e per questo motivo fu ritenuta “sovversiva”. La polizia irruppe e arrestò tre persone.

Ma cosa è cambiato da allora? Il tema dei diritti della comunità Lgbtq+ è ormai giunto all’attenzione di qualsiasi politica nazionale del mondo e a contribuire a questa diffusione dell’argomento sono stati soprattutto i social network, il cui uso strategico a permesso di influenzare la politica. Ciò è accaduto anche a Cuba, dove, a partire da quella parata del 2019, gli attivisti non hanno mai smesso di portare avanti battaglie e proteste che hanno portato al referendum che si terrà il 25 settembre.

Se avrà esito positivo, il Paese si unirà agli altri sette che in America Latina già prevedono l’unione legale di due persone dello stesso sesso: Costa Rica, Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Uruguay e Cile.