GF Vip 6: la denuncia del Moige. Cos’è successo?

Il Moige (un’associazione di promozione sociale italiana impegnata in ambito sociale ed educativo per la protezione dei minori) ha preso la scelta di intervenire su una delicata questione che concerne alcuni fatti del GF Vip 6. Il Moige si è rivolto soprattutto agli sponsor del reality, precisando che si tratta di “senso di responsabilità”.

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Che al GF Vip – o programmi simili – accadano cose che spesso superano dei limiti che non dovrebbero mai essere varcati, non è una novità. L’ultimo accadimento della nuova stagione del GF Vip 6 è però stato alquanto inaccettabile per i più: un uomo di quasi 70 anni, Amedeo Goria, ha fatto delle azioni che sono assolutamente condannabili. La modella di origini venezuelane Ainett Stephens ha dovuto assistere a scene irrispettose e becere, che – per fortuna – non sono passate inosservate, “condannando” tanto Goria quanto il suo comportamento alquanto errato.

Dopo che Amedeo Goria si è tolto gli slip con vicino la modella, sono – giustamente – partite svariate polemiche. Allora, anche il Moige – che è un’associazione impegnata per la protezione e sicurezza dei più piccoli – ha lanciato un chiaro appello agli sponsor del GF Vip 6.


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Il Moige si rivolge a tutti gli sponsor del reality Mediaset

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Quel che è stato completamente calpestato nell’ultima vicenda del GF Vip 6 è il rispetto umano. In questo caso, la dura lotta per il rispetto nei confronti delle donne sembra venir meno “in un secondo” e in un programma tanto seguito come il GF Vip.

Ecco come, il Moige, ha mosso critiche contro il programma ma ha voluto rivolgersi – specialmente dopo la triste vicenda sopra descritta – agli sponsor, purché capiscano a che tipo di show televisivo stiano contribuendo:

L’appello è rivolto in primis alle aziende sponsor che collocano i propri prodotti e servizi all’interno della casa del Grande Fratello VIP: Santero 958, Caffè Toraldo, Aran Cucine, Dondi Salotti, Olio Rinaldi, Acqua Voda, Mikado, Tuc e Cipster, Fit Express, Givova, Panasonic, Naj Oleari, Linkem e Brosway. Richiamiamo le aziende a valutare attentamente la collocazione dei propri investimenti pubblicitari. È un modo di manifestare un senso di responsabilità verso il sistema educativo del Paese, di dare voce ai milioni di cittadini che reclamano a gran voce una televisione che sia decorosa e accettabile, di promuovere valori e modelli culturali positivi e rispettosi della donna.