Identità non binarie: le grandi maratone diventano inclusive

Rachele Luttazi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
20/09/2022

Un passo avanti verso l’inclusione nel mondo dello sport. Questa volta a farlo sono le grandi maratone, che dopo New York, hanno introdotto una categoria per le persone non binarie, al fianco di quella femminile e quella maschile.

Identità non binarie: le grandi maratone diventano inclusive

Dopo la maratona di New York, anche a quelle di Berlino, Boston, Chicago e Londra potranno partecipare le persone non binarie, in un’apposita categoria, accanto a quella maschile e femminile, nelle edizioni che si terranno dal 2023 in poi.

L’iniziativa permetterà a coloro che non si identificano nel singolo genere maschile o femminile di prendere parte alle maratona senza doversi per forza iscrivere in una delle due solite divisioni.

Le grandi maratone verso l’inclusività

Identità non binarie: le grandi maratone diventano inclusive

Gli organizzatori delle maratone di Boston e Londra hanno annunciato che dal 2023 le maratone avranno una categoria apposita per le persone non binarie, ossia per coloro che non si riconoscono né nel genere femminile né nel genere maschile.

Le maratone di Boston e Londra fanno parte dell’associazione World Marathon Majors insieme a quelle di New York, Tokyo, Berlino e Chicago. Tra queste, New York aveva già introdotto una categoria non binaria nella sua passata edizione, mentre Berlino e Chicago faranno lo stesso nella prossima edizione che si terrà tra settembre e ottobre.

Gli organizzatori di Boston hanno spiegato che per stabilire i criteri di ammissione utilizzeranno i tempi di qualificazione richiesti alle donne con l’intenzione però di aggiornarli appositamente per la categoria non binaria appena si avranno dati a sufficienza.

Le restrizioni sportive verso le atlete transgender

Identità non binarie: le grandi maratone diventano inclusive

La notizia della maggiore inclusività nelle grandi maratone arriva in un mondo in cui il mondo dello sport sta introducendo delle pesanti restrizioni per la partecipazione delle atlete transgender in ambiti professionistici femminili.

Negli sport acquatici la FINA ha escluso dalle competizioni le atlete trans che non hanno iniziato le terapie per la transizione entro i 12 anni d’età, mentre la Rugby League le ha escluse completamente fino a quando non avrà completato l’elaborazione di un nuovo regolamento basato su studi ancora in corso.