Omogenitorialità: il Tribunale di Bari riconosce il diritto della bambina a due mamme

Rachele Luttazi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
14/09/2022

Il Tribunale di Bari ha riconosciuto il diritto di una bambina ad avere due mamme. Si tratta di un caso eccezionale, che ancora una volta sottolinea l’esigenza di una legge sull’omogenitorialità.

Omogenitorialità: il Tribunale di Bari riconosce il diritto

Lo scorso giovedì, il Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di una madre di escludere dall’atto di nascita il nome dell’altra madre della bambina, quella con cui la figlia non aveva legami genetici.

La coppia si è sposata a New York nel 2016 e ha avuto una bambina nel 2017, in California, tramite la GPA (gestazione per altri). Le due si sono separate e la famiglia della madre che condivide il materiale genetico con la bambina aveva chiesto di cancellare il nome dell’altra madre sull’atto di nascita.

La sentenza del Tribunale di Bari

Omogenitorialità: il Tribunale di Bari riconosce il diritto

Davanti al caso di due mamme separate, una delle quali chiedeva la cancellazione dell’altra dal certificato di nascita della bambina, il Tribunale di Bari ha negato la richiesta e sancito il diritto della bambina a due mamme, anche dopo la separazione.

Le due si sono sposate a New York nel 2016 e sempre negli Stati Uniti è nata la bambina tramite GPA. Dunque, la figlia possiede un legame genetico con una delle due madri. Una volta tornate in Italia, l’atto di nascita con i nomi di entrambe le madri è stato trascritto sui registri del Comune di Bari, con la firma dello stesso sindaco Antonio Decaro.

Secondo il Tribunale di Bari, la bambina ha il diritto a conservare sui propri registri e documenti il nome di entrambe le madri e ha quindi effettivamente diritto ad avere due mamme. Attualmente, in Italia, non vi è alcuna norma che disciplina l’omogenitorialità e per questo motivo il Tribunale ha preso in considerazione una sentenza della Corte Costituzionale risalente al 2021 che trattava un caso simile. Secondo la sentenza, non è necessario avere dei legami biologici o genetici con i figli, ma l’intenzione di genitorialità è sufficiente a garantire che i diritti e i doveri nei confronti di questi rimangano nel tempo:

Deve essere tutelato l’interesse della minore, che deve poter fruire del diritto di essere mantenuta, istruita, educata ed assistita moralmente da entrambe le persone che considera di fatto suoi genitori e che hanno concorso alla sua nascita sulla scorta di un progetto genitoriale condiviso.

La decisione del giudice si basa sul fatto che nessuna delle due madri possiede un legame biologico con la piccola, una delle due condivide con lei solo un legame genetico.