Paola Turani, lamentele da “mamma”: polemiche e discriminazione

Rachele Luttazi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
15/07/2022

Nove mesi fa Paola Turani ha partorito il suo primogenito Enea e da allora l’influencer ha spesso condiviso la sua esperienza di essere madre per la prima volta. Questa volta l’influencer ha parlato di quanto ultimamente si senta esausta nell’accudire e crescere suo figlio, attirando un mare di polemiche. Ancora una volta, mettere in discussione la felicità di essere una madre non è concepibile.

Paola Turani, lamentele da “mamma”: polemiche e discriminazione

L’influencer Paola Turani ha recentemente condiviso alcune stories in cui parla delle fatiche che una madre deve affrontare. Tuttavia, alle dichiarazioni della modella sono seguite subito le critiche e le polemiche.

L’influencer aveva raccontato delle difficoltà incontrate durante una vacanza in montagna con suo figlio Enea, di 9 mesi, e suo marito Riccardo Serpellini:

Mangia ogni cosa… qualsiasi schifo che c’è per terra lui lo vorrà mangiare, Non sta fermo un secondo… La sua missione è cercare delle scale per fare avanti e indietro, poi si cappotta, poi piange e poi vuole venire in braccio, e poi vuole stare per terra perché dopo tre secondi si stufa… io sono tornata esausta.

Paola Turani e le difficoltà di essere una madre

Paola Turani, lamentele da “mamma”: polemiche e discriminazione

Così Paola Turani ha deciso di rispondere alle polemiche:

Da quando è nato Enea sono rinata anch’io, non sono mai stata così felice… Farei cambio con la vita di prima? No. Mai. Si può però affermare che in certi momenti è più impegnativo e non è così facile come sembra? Eccome! Perché alcune persone si scandalizzano per queste affermazioni? Non lo so… Alcune persone si lamentano della perfezione sui social, ma se sei sincera e dici la verità ti massacrano.

Se molte di noi sono cresciute sentendosi dire dalle proprie madri quanto sia bello mettere al mondo e crescere un essere umano, altrettanto non lo è mai stato per tutte le fatiche e le problematiche che avere una figlia o un figlio comportano. Le stesse che affermano di non desiderare la maternità si sentono spesso rispondere che è qualcosa a cui non si può sfuggire, un desiderio innato nell’essere donna.

Ancora oggi sentire una madre sfogarsi sulle fatiche che far nascere e crescere un bambino o una bambina comportino non è accettabile e concepibile. D’altronde, è sufficiente pensare a quanto poco si parli ancora della depressione post partum, la sindrome che colpisce quasi il 12% delle donne in seguito al parto, e che se non curata può durare per anni.

Per questo motivo, risulta importante normalizzare il sentirsi stanche ed esauste nel crescere il proprio figlio o la propria figlia, senza essere etichettate come madri egoiste o cattive.