Parità di genere nel calcio: compensi da rivedere, interviene Scholz

Francesca Naima Bartocci
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
10/08/2022

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz è intervenuto sul delicato argomento della parità di compenso tra donne e uomini, ancora purtroppo lontana dall’essere applicata in tutti i settori.

Parità di genere e parità di compensi: troppe differenze nel calcio, interviene Scholz

Durante una conferenza stampa a Francoforte, il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha chiarito la propria posizione sull’argomento compensi, nello specifico nel mondo del calcio.

Come noto nel mondo calcistico esistono stipendi con cifre da capogiro, ma questo sembra essere vero prendendo in considerazione solo il calcio al maschile.

Negli ultimi tempi, lo sport che è sempre stato erroneamente visto più “da uomini” che “da donne” è stato protagonista di svariati dibattiti proprio per la sfera che riguarda la parità di genere. Come esiste lo sport al maschile e ha grande successo, le donne sono atlete altrettanto talentose e che per arrivare a giocare come professioniste si allenano e si dedicano al calcio tanto quanto i colleghi uomini, se non di più proprio perché il calcio è da sempre visto come sport prettamente maschile.

Viene dunque da sé l’importanza di una considerazione che non veda più la differenza di genere e che sia giusta in ogni sfera, compresa quella del compenso. E anche il Cancelliere tedesco Olaf Scholz è della stessa opinione.

Scholz vuole la parità di compensi tra la nazionale di calcio femminile e quella maschile

Parità di genere e parità di compensi: troppe differenze nel calcio, interviene Scholz

Scholz durante la conferenza stampa presso la sede della federazione calcistica tedesca (Dfb) a Francoforte, ha chiarito come nelle squadre nazionali di calcio una retribuzione diversa tra uomini e donne sia una scelta “politica”. Motivo per cui il Camcelliere ha voluto aprire l’argomento con la Dfb che è pronta a prendere in considerazione la proposta del Cancelliere.

Alla conferenza anche il presidente della federazione Bernd Neuendorf ha dato ragione al Cancelliere ammettendo che l’argomento dovrebbe essere finalmente trattato, sottolineando altresì che “nonostante la stessa attività, i mercati sono ancora molto diversi”.

Ciò però non deve e non può volere dire lasciare le cose così come sono, anzi. Basti pensare che agli Europei di calcio 2022 le giocatrici tedesche hanno conquistato il secondo posto del podio e il premio è stato di 30.000 euro a testa; per i colleghi uomini lo stesso identico risultato avrebbe fatto ricevere loro circa il doppio, dunque 60.000 euro. È chiara l’importanza di rivedere i compensi non considerando (più) il sesso biologico ma la professionalità, la dedizione, la bravura di qualsivoglia atleta.