Piemonte, insulti e minacce all’amministrazione dopo l’ordinanza anti-omotransfobia

Rachele Luttazi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
23/07/2022

In seguito alla decisione dell’amministrazione comunale di Madonna del Sasso di approvare una delibera comunale contro qualsiasi forma di discriminazione, compresa quella legata all’omotransfobia, minacce e insulti sono arrivati nei confronti del sindaco e l’amministrazione.

Piemonte, insulti e

Piemonte, dopo la decisione dell’amministrazione comunale di Madonna del Sasso di approvare una delibera comunale contro ogni tipo di discriminazione, compresa quella legata all’omotransfobia, una serie di minacce e di insulti sono stati indirizzati al sindaco Ezio Barbetta e la sua amministrazione.

Piemonte, insulti e minacce dopo la delibera comunale contro la discriminazione

Piemonte, insulti e

Madonna del Sasso è un comune con meno di 500 abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, sulla parte occidentale del Lago d’Orta, il cui nome deriva dall’omonimo Santuario costruito tra il 1730 e il 1748.

Nei mesi scorsi, l’amministrazione del paese aveva approvato una delibera comunale contro ogni tipo di discriminazione, tra cui quella legata all’omotransfobia. Nello specifico, è fatto divieto (anche su piattaforme online e profili attinenti al territorio) avviare azioni di propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, istigazione a delinquere e atti discriminatori e violenti per motivi razziali, etnici, religiosi o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità. Inoltre è vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi o azioni l’incitamento alla discriminazione o alla violenza gli stessi motivi.

Purtroppo, ciò non è piaciuto a qualche cittadino del paese, che ha deciso di imbrattare la bacheca comunale di insulti omofobi, diretti anche al sindaco, Ezio Barbetta. Quest’ultimo non si è lasciato intimidire dalle minacce e ha commentato la vicenda affermando che:

Questi comportamenti vigliacchi ci convincono sempre di più che la strada per l’affermazione dei diritti di tutte le persone è e rimane difficile e tortuosa, ma che vale la pena continuare a percorrerla.

Sulla vicenda è intervenuta l’associazione Lgbtqia NovarArcobaleno, che in una nota stampa ha sottolineato:

Questo atto vandalico deve far rendere conto di quanto sia urgente e necessaria una legislazione che vada ad intervenire sull’odio Lgbtqia+fobico, prevedendo prima di tutto interventi di carattere socio-culturale ed educativi nella società, e non solamente punizioni.