Sarah Altobello, Covid: sono stata abbandonata

06/11/2020

La denuncia dell’ex naufraga dell’Isola dei famosi Sarah Altobello, positiva al Covid-19…

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Sarah Altobello è una ex “naufraga”. Tutti, o quasi, l’anno amata (da casa come in Honduras), la sua leggerezza e la sua spontaneità sono state un tocco unico sull’Isola dei famosi 14. I suoi balli, i suoi canti, le sue frasi sgangherare e le parole spesso incomprensibili – meno male che hanno inventato i sottotitoli – hanno dato al reality show di Canale 5 un vero e proprio tocco di colore. Sosia di Melania Trump, quarta classificata, con l’Isola dei famosi non solo ha realizzato il suo sogno di ragazzina, ma era riuscita finalmente a sentirsi all’altezza delle aspettative della sua famiglia.


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Oggi Sarah però non sta bene. Si è “beccata” il Covid-19. O forse sarebbe meglio dire che lui ha beccato lei. E fragile, spaventata e si sente soprattutto tanto sola. Lo ha raccontato intervenendo in collegamento con Alessio Viola nel programma Ogni mattina, in onda dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14 su TV8. “Io positiva sono disperata, abbandonata dalla sanità”, si commuove. la showgirl dallo spiccato accento barese, che alla conduttrice ha voluto raccontare  i giorni difficili che sta vivendo.

Il “calvario” della Altobello

Sarah altobello

La Altobello ha scoperto privatamente di essere positiva al Coronavirus, quindi si è chiusa in casa in quarantena e… “Sono fuori controllo medico. Io non avevo un tetto sopra la testa. Ho dovuto far smammare da casa un mio caro amico che mi ha prestato casa sua ed è andato in un hotel”, denuncia la 31enne, che spiega di essere «tuttora positiva». Per poter verificare se effettivamente fosse Covid, Sarah ha dovuto fare tampone e sierologico privatamente: «Ho speso ben 120 € senza mai essere contattata da una Asl. Sono passati 15 giorni, ma nessuno mi ha fatto sapere nulla. Io sono in crisi, mi sento sola, abbandonata. Non sto bene».

Tra le lacrime la ex naufraga sottolinea come «il Covid è stato scambiato per una semplice influenza, da curare con il the nel letto. Ma io non ce la faccio più. Aspetto la chiamata dell’Asl perché vorrei fare velocemente un tampone per capire come sto. E se non ci fosse stato questo mio amico dov’ero adesso? Mi mettevo su un treno per andare a Bari? Non si può vedere».

Quando ha incominciato a star male, la Altobello si trovava a Milano per un lavoro. Una volta arrivata in Lombardia ha cominciato a sentirsi poco bene e a sentire i sintomi. «Ero in un ristorante a mangiare ricci e all’improvviso non ho sentito più il gusto e non avevo più l’olfatto. Il giorno successivo con il mio manager decido di andare a fare un test sierologico. Era il 26 ottobre. Poi mi sono messa nel letto perché stavo male. Avevo tremore, brividi, fitte al costato che non mi facevano respirare bene. Nel frattempo mi arriva l’esito del sierologico: negativo. Alla fine ho fatto un tampone perché continuavo a stare male».


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Sarah altobello

La barese racconta di essere «anche andata al pronto soccorso. Non mi hanno accettato. C’era un infermiere al triage che mi ha mandato via perché avevo il sierologico negativo. Non si è preoccupato dei sintomi. Ho incominciato a chiamare laboratori privati che mi facessero immediatamente un tampone. Sabato 31 ottobre ho ricevuto l’esito del tampone. Nel frattempo ho avuto febbre alta, vomito, astenia, stavo in una maniera davvero indescrivibile. L’esito del tampone era naturalmente positivo».

Sarah aspetta il contatto dell’asp

Da allora è iniziato quello che Sarah Altobello definisce «l’incubo: non mi ha risposto più nessuno al telefono, il mio medico curante il sabato non mi ha risposto perché come tutti i medici curanti non lavora il sabato, ho chiamato il 1500 e mi hanno risposto che davano soltanto informazioni riguardanti il Covid e non terapie mediche. Quindi mi hanno invitato a chiamare la guardia medica. Da martedì mi sto curando con le penicilline, l’antibiotico, 15 gocce di cortisone mattina e sera ma i miei sintomi non migliorano. Io non sento nulla, non sento odore, non sento il sapore e ho dei dolori lancinanti ovunque. Aspetto una chiamata dall’Asl per poter fare un altro tampone».

Silvia Tironi
Giornalista professionista
Laureata in Lettere
Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
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