Spinge una donna incinta giù dal treno: “Togliti il burqa o non sali”

Rachele Luttazi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
24/07/2022

Uno sgradevole episodio è avvenuto in provincia di Firenze: una donna incinta è stata insultata, strattonata e spinta giù dal treno soltanto perché indossava il burqa. L’uomo è stato fermato dalla polizia e non ha negato l’accaduto.

Spinge una donna incinta giù dal treno: “Togliti il burqa

Una donna incinta è stata strattonata e spinta giù dal treno alcuni giorni fa alla stazione di Calenzano. Il motivo? Aver indossato il burqa. Un uomo, infatti, appena ha visto la donna salire sul treno ha incominciato a urlarle contro, nonostante lei fosse al settimo mese di gravidanza e insieme a suo figlio di 11 anni.

Spinta dal treno per aver indossato il burqa

Spinge una donna incinta giù dal treno: “Togliti il burqa

La donna è al settimo mese di gravidanza e insieme a suo figlio più piccolo stava salendo sul treno, quando un uomo ha iniziato a inveirle contro: “Vattene via da qui, non puoi salire” per poi strapparle il velo. Quanto appena letto è avvenuto lo scorso 15 luglio alla stazione di Calenzano, in provincia di Firenze, dove la donna di origine marocchine aspettava il treno regionale insieme al figlio undicenne.

Ad assistere all’aggressione erano presenti il capotreno e diversi testimoni che hanno sentito l’uomo urlare frasi come “La gente come voi qui non ci deve stare, hai capito?”.

A far scatenare l’ira dell’uomo è stato il fatto che la donna indossasse il burqa, la veste utilizzata soprattutto dalle donne dell’Afghanistan e in Pakistan. L’uomo ha minacciato la donna di non salire sul treno e successivamente l’ha strattonata per poi spingerla giù dal treno. La donna è scappata spaventata insieme al figlio di 11 anni in lacrime e ha denunciato l’episodio alla polizia, per poi prendere un altro treno per Firenze.

Gli agenti hanno individuato e fermato l’uomo, un pendolare trentacinquenne di Vaiano, incastrato dalle telecamere di sorveglianza: aveva lo stesso zaino del giorno dell’aggressione. Agli agenti della Polfer il pendolare non ha negato l’aggressione né ha tentato di giustificarsi. La procura di Prato ha aperto un fascicolo: l’uomo dovrà rispondere di lesioni, razzismo e violenza privata aggravata dai motivi abietti e futili.