Tananai, rivelazioni inedite: vittima di bullismo perché…

Rachele Luttazi
  • Esperta in TV e Spettacolo
03/07/2022

In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo, Tananai ha raccontato alcuni dettagli inediti della sua vita, in particolar modo della sua infanzia. Il cantante, infatti, ha subito diverse battute a causa del suo aspetto fisico quando era piccolo.

Tananai, rivelazioni inedite: vittima di bullismo perché…

Tananai è stata una delle più importanti rivelazioni di quest’anno nel panorama musicale italiano. Il cantante ha ottenuto un inaspettato successo dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo; inaspettato perché nonostante si sia classificato ultimo, la sua reazione all’esito delle votazioni è diventata virale e la sua “Sesso occasionale” è salita in testa alle classifiche.

In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “Pasta”, Alberto Cotta Ramusino, in arte Tananai, si è raccontato in un’interessante intervista al Corriere della Sera.

Tananai si racconta: vittima di bullismo

Tananai, rivelazioni inedite: vittima di bullismo perché…

Tananai, all’anagrafe Alberto Cotta Ramusino, è nato a Milano l’8 maggio 1995 ed è cresciuto a Cologno Monzese, dove ha condotto una vita di periferia tranquilla, come raccontato da lui stesso.

Da piccolo racconta di aver subito diverse battute sul suo aspetto fisico:

Ciccione e qualche spintone quando ero un ragazzino obeso. Non direi bullismo, anzi, nulla in confronto ai tweet di Sanremo. n seconda media ero 1 metro e 50 e pesavo 82 chili. Adesso ne peso 76 e sono 1 e 82… Ho anche saltato qualche mese di scuola perché non volevo farmi vedere: ero in carrozzina per un problema a un ginocchio.

Finché:

Quell’estate ho iniziato a mangiare bene, sono arrivati gli ormoni che mi hanno fatto crescere in terza, quando ho iniziato a piacere alle ragazzine, pensavo mi prendessero in giro.

Perché il nome Tananai

Tananai, rivelazioni inedite: vittima di bullismo perché…

Il cantante ha inoltre raccontato il motivo che l’ha portato a scegliere il suo nome d’arte, Tananai:

Mio nonno Pino ci aveva azzeccato. Sono ancora un tananai.Mi chiamava così, non ero un tranquillo, facevo sempre suonare i bicchieri con le forchette. È morto quando avevo 7 anni, il nome d’arte è un omaggio all’unico in famiglia che non sono riuscito a stressare con la mia musica.