Vietnam, svolta storica: l’omosessualità non deve più essere considerata una malattia

Rachele Luttazi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
29/08/2022

Negli scorsi giorni il governo vietnamita ha messo in atto una svolta storica riguardante la comunità Lgbtq+. Da adesso in poi essere omosessuali non sarà più considerato una malattia e pertanto non potrà essere nemmeno considerato come qualcosa che vada curato.

Vietnam, svolta storica: l’omosessualità non deve più essere considerata una malattia

Dopo Singapore, dove sarà abolita la legge che punisce come reato le relazione tra persone dello stesso sesso, anche il Vietnam compie un importante passo in materia di diritti civili. Il governo vietnamita, infatti, ha annunciato che essere lesbiche, omosessuali, bisessuali o trans* non deve più essere considerato una malattia e non può essere curato.

Vietnam: essere gay non è una malattia

Vietnam, svolta storica: l’omosessualità non deve più essere considerata una malattia

A stabile la svolta storica che ha interessato il Vietnam in questi giorni è stato il Ministero della Salute il quale ha comunicato che gli operatori sanitari non devono discriminare le persone Lgbtq+ e trattarle con rispetto.

La comunicazione è arrivata tramite un annuncio inviato ai dipartimenti sanitari provinciali e municipali all’inizio del mese di agosto e pubblicato sul sito web del governo. Inoltre, i funzionari ministeriali hanno dichiarato che l’essere lesbica, gay, bisessuale o trans*+ “non è assolutamente una malattia”, quindi “non può essere ‘curato‘ né ha bisogno di essere ‘curato’ e non può essere convertito in alcun modo”.

Il ruolo dell’attivismo

Vietnam, svolta storica: l’omosessualità non deve più essere considerata una malattia

A contribuire alla svolta del Vietnam in materia di diritti civili per la comunità Lgbtq+ sono stati anni di battaglie civili da parte degli attivisti della comunità.

In particolar modo, a Novembre, è stato promossa la campagna Leave with Pride dall’istituto per gli Studi sulla società, l’economia e l’ambiente (iSEE), il quale ha presentato una petizione all’ufficio vietnamita dell’Organizzazione Mondiale della Società proprio per riaffermare che l’essere gay non è una malattia.

L’iSEE pubblicò un video dove poneva una domanda ironica ma che ha portato il governo vietnamita a riflettere:

Se la queerness è una malattia, i vietnamiti Lgbt+ non dovrebbero poter ottenere il congedo per malattia?

Così, ad aprile, il rappresentante dell’Oms in Vietnam, Kidong Park, ha rilasciato una dichiarazione in cui conferma che qualsiasi tentativo di cambiare l’orientamento sessuale delle persone Lgbtq+ “manca di basi mediche ed è inaccettabile”.