Violenza domestica, l’Italia condannata per la terza volta in un anno dalla Cedu

Rachele Luttazi
  • Attivista per le pari opportunità ed esperta in gender gap
25/07/2022

La Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha condannato l’Italia per la terza volta per non aver protetto una donna dalla violenza del marito. Secondo la sentenza, “le autorità non hanno agito con prontezza e diligenza”.

Violenza domestica, l’Italia condannata per la terza volta in un anno dalla Cedu

L’Italia è stata condannata per la terza volta in un anno dalla Corte europea dei diritti umani (Cedu) per non aver fatto protetto una cittadina dalla violenza del marito nel giusto modo.

Secondo la condanna dei giudici di Strasburgo:

Le autorità non hanno agito con la prontezza e diligenza richiesta in casi di questo genere.

Alla donna è stato riconosciuto un indennizzo per danni morali di 10 mila euro. Nella sentenza si critica, tra le altre cose, il fatto che diversi dei processi per reati commessi contro di lei si siano conclusi con la prescrizione.

Il caso di Silvia De Giorgi

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L’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani “per il trattamento inumano e degradante” subito da Silvia De Giorgi, vittima di violenze da parte dell’ex marito e madre di tre figli.

Tra il 2015 e il 2019, la donna l’aveva denunciato sette volte per averla minacciata di morte, colpita con un casco, averle messo telecamere in casa, averla perseguitata, seguita e molestata, per non aver pagato gli alimenti e aver maltrattato i tre figli. La Cedu ha condannato l’inazione dei magistrati che avrebbero dovuto tutelare a la donna e a giugno hanno stabilito che l’Italia dovrà versarle 10 mila euro per danni morali.

Il caso Landi vs Italia

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Il 7 aprile 2022, infine, la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata nel caso Landi contro Italia (no. 10929/19), condannando il nostro Paese per la violazione dell’art. 2 Cedu (diritto alla vita). Il caso riguardava l’inerzia delle autorità italiane nel proteggere una donna, la signora Landi, e i suoi figli dalle violenze e i maltrattamenti inflitti ripetutamente dal compagno. Le crudeltà commesse dall’uomo avevano condotto all’omicidio del figlio di un anno e al tentato omicidio di lei.