Alzheimer, una cura è possibile?


Chi soffre di Alzheimer, ha una speranza. Dagli Stati Uniti infatti, arriva una notizia che riguarda proprio questa malattia. Si tratta di una nuova terapia in fase sperimentale, la cui efficacia però è stata dimostrata e quindi spinge i ricercatori a concentrarsi per renderla fruibile il prima possibile. In che consiste questa nuova terapia? Innanzitutto chiariamolo: la terapia in questione non si propone di guarire dall’Alzheimer, bensì di stabilizzarne i sintomi per un periodo di 3 anni. I pazienti presi a campione (24), sono stati trattati con immunoglobulina intravenosa, in dosi standard. Il trattamento con tale sostanza ha avuto una durata di 6 mesi e, dopo tale periodo, è stato notato come tutti i partecipanti all’esperimento –malati di Alzheimer- avessero stabilizzato i sintomi della malattia per un periodo di 36 mesi. Nessuna perdita della capacità cognitive, della memoria o sbalzi eccessivi di umore. Tali dati emersi dall’esperimento, sono stati presentati nell’ambito della all’Alzheimer’s Association International Conference 2012 a Vancouver, negli Stati Uniti. William Thies, dell’Alzheimer’s Association, commenta così tali risultati: “Si tratta del primo risultato di questo genere. Molti trial clinici per l’Alzheimer hanno avuto risultati insoddisfacenti poiche’ vengono testati in stadi troppo avanzati della malattia. Fortunatamente, i miglioramenti delle tecnologie di diagnosi ci stanno consentendo di riconoscere sempre piu’ facilmente i casi di Alzheimer in stato preclinico. Questi individui sono la categoria ideale per i trial clinici, e cio’ che impariamo dai test di questi trattamenti potra’ rivelarsi utilissimo per la popolazione generale”. Una speranza in più, quindi, non solo per i malati di Alzheimer, ma anche per i propri parenti che ogni giorno convivono con una malattia terribile che spesso lascia addosso un forte senso di inadeguatezza.

 

 

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