Coronavirus e allattamento: come comportarsi


Il Prof. Fabio Mosca del Policlinico di Milano spiega ai neogenitori quali accorgimenti osservare per ridurre il rischio di diffusione di malattie respiratorie come l’infezione da Coronavirus e l’influenza.

mothers-3389671-1280 Satya Tiwari da Pixabay


Sei mamma da poco o stai per diventarlo? L’emergenza Coronavirus ha messo in allarme tutti, e, a maggior ragione, sta creando dubbi e perplessità a chi è all’inizio di un cammino tutto nuovo da scoprire, con le sue bellezze, ma anche le sue inevitabili paure, già in condizioni di normalità.

Ci aiuta a fare chiarezza Fabio Mosca, direttore Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Policlinico di Milano e direttore Scuola di Specialità in Pediatria Università degli Studi di Milano, che fornisce spiegazioni e consigli.


Norme igieniche e di buon senso

hand-wash-stock-today-tease-151016-e3a0a3cfd8d750b40a54eb0710cbe971.fit-760w

Innanzitutto, alcune premesse attraverso le parole dell’esperto: «Le precauzioni che i genitori devono adottare durante l’accudimento del loro figlio sono, anche in questo momento, le stesse che vanno adottate nel tipico periodo influenzale. Quindi norme igieniche e di buon senso. La prima è di evitare che il neonato stia in mezzo a folle di parenti e amici, quindi evitare i contatti, preservare il neonato in questo senso, e poi osservare le norme igieniche personali (il lavaggio delle mani di papà e mamma) evitando il contatto diretto se si ha il raffreddore. Nel caso, usare presidi come mascherine per evitare di trasmettere le infezioni».


Leggi anche: Coronavirus e stress: consigli su come comportarsi

Mascherine: quando e perché utilizzarle

surgical mask

Per quanto riguarda l’uso delle mascherine, prosegue Mosca, «bisogna ricordarsi che quelle chirurgiche, che si comprano in farmacia, sono monouso, non devono essere usate per giorni, e vanno usate proprio come barriera per evitare di trasmettere ad altri un’infezione che può essere anche semplicemente una banale e influenza».

Quando vanno adoperate le mascherine chirurgiche? Afferma il professor Mosca: «Vanno indossate quando si hanno i cosiddetti sintomi prodromici: quando una mamma ha tosse e raffreddore, deve mettere subito la mascherina all’inizio, quando si è a contatto col bambino, ricordandosi che le cosiddette goccioline, le goccioline di Flügge chiamate così dal cognome dello scienziato Carl Flügge, il primo a fare ricerche sulla diffusione di alcune malattie attraverso i microrganismi della cavità orale tramite la conversazione, la tosse e gli starnuti, ndr), quelle che emettiamo quando parliamo normalmente arrivano a circa un metro».

young-millennial-sick-woman-sneeze-holding-tissue-handkerchief-blowing-wiping-her-running-nose-47726-6820

Le linee guida sanitarie indicano che un respiro ci può infettare già da 15 centimetri, uno starnuto da un metro, un colpo di tosse da tre metri. «Ecco perché viene consigliata una regola che vale sempre. Va messo un fazzoletto davanti alla bocca quando si starnutisce. Ed è il motivo per cui andrebbe tenuto il neonato a distanza di almeno due metri se si è nella condizione di rischio di trasmettere qualcosa per via respiratoria».

Positiva e in allattamento: come fare

baby-21167-1920 PublicDomainPictures da Pixabay

Se una donna contrae il virus può allattare al seno? Risponde il professor Mosca: «Una mamma che al momento del parto è riconosciuta essere positiva per il Coronavirus può allattare al seno con delle precauzioni che sono rafforzate».

Vanno distinte alcune situazioni. «La mamma è positiva ma è poco sintomatica o è nella fase di guarigione o comunque è una mamma che sta bene (non ha tosse, non ha raffreddore, non ha febbre): in questo caso le evidenze che ci sono, peraltro non molto forti, perché questa è una malattia nuova, ci indicano che può allattare al seno, non essendoci il rischio della trasmissione col latte materno, analogamente a quanto avviene per la banale influenza, in cui non c’è controindicazione all’allattamento al seno».

newborn-baby-1245793-1280 Free Photos Pixabay

Tendenzialmente, sottolinea Mosca, «il virus non sembra passare attraverso il latte materno. È evidente però che c’è un rischio di trasmissione con le vie respiratorie, quindi vanno rafforzate tutte le misure di igiene: lavaggio delle mani, uso della mascherina chirurgica quando si tiene il neonato vicino durante la fase dell’allattamento e, quando non si indossa la mascherina, tenere il neonato ad almeno due metri di distanza».

Prosegue il professore: «I CDC (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, ndr) consigliano addirittura di mettere una sorta di paravento tra la mamma e il neonato quando dormono per evitare il rischio della trasmissione respiratoria che non riguarda solo i primi giorni di vita, ma anche le settimane successive, finché la mamma positiva».

Coronavirus: è sicuro il latte donato

Breast-Milk-Donation–Holiday-Giving-1280x

Cosa succede, infine, nel caso delle donazioni di latte materno? Che margini di sicurezza e garanzia ci sono? L’esperto rassicura: «Il latte donato è un latte sicuro. Le mamme che donano sono sottoposte a tutta una serie di accertamenti, il latte è opportunamente trattato con un processo di pastorizzazione che distrugge con assoluta sicurezza virus e batteri, peraltro i pool di latte donato, alla pastorizzazzione, sono tutti controllati. È un latte sicuro al 100%». Qui trovi il video del professor Fabio Mosca pubblicato dal Policlinico di Milano.

Tiros
  • Scrittore e Blogger

Commenti: Vedi tutto