Coronavirus: i nuovi sintomi del virus, come riconoscerli


Oltre a febbre, tosse secca, difficoltà a respirare e perdita di gusto e olfatto, il Covid-19 potrebbe presentare anche brividi, tremori, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola e geloni su mani e piedi. Le spiegazioni degli esperti. 

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Siamo alla Fase 2 della Ripresa, dopo il lockdown nazionale di sei settimane. Dal punto di vista sanitario, secondo diversi esperti il Sars-CoV-2 sarebbe attualmente meno aggressivo rispetto a quanto è stato un paio di mesi fa. E chi viene contagiato presenterebbe una diagnosi clinica meno complicata da gestire.

Nello stesso tempo, però, vari operatori hanno segnalato che ci sarebbero nuovi sintomi paralleli a quelli ormai noti, ovvero la febbre alta, la tosse secca, le difficoltà respiratorie e la perdita di gusto e olfatto.

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Come riportato dal “Corriere della Sera”, in base a quanto diffuso dai Centers for Disease Control and Prevention americani, che si occupano della salute a livello mondiale, ai sintomi già conosciuti legati al Covid-19 sarebbero da aggiungerne altri cinque: brividi, tremore persistente associato ai brividi, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola.


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L’Organizzazione mondiale della sanità, dal canto suo, non è del tutto d’accordo con questa affermazione e continua a sostenere che i segnali a cui fare riferimento sono sempre gli stessi tre in particolare: tosse secca, tremori e problemi respiratori che creano affanno.

Coronavirus, nuovi sintomi: problemi della pelle

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In campo sono scesi anche gli specialisti in dermatologia. Secondo il “British Journal of Dermatology”, infatti, anche la pelle verrebbe colpita dal Coronavirus. Quali sintomi si osservano in questo caso? Innanzitutto la comparsa di geloni su mani e piedi, di solito indizio di un lungo periodo in cui gli arti sono stati esposti a temperature particolarmente basse.

L’ipotesi è che il virus provochi danni ai vasi sanguigni e che ciò vada a intaccare la circolazione sanguigna. Un altro disturbo che potrebbe presentarsi è la comparsa di vescicole sull’epidermide, lesioni pruriginose, eruzioni maculo-papulari e necrosi, che indicano la “morte delle cellule” a causa della mancanza di sangue nelle zone colpite.

Sull’argomento è intervenuta anche la voce autorevole di Angelo Marzano, docente di Dermatologia all’Università degli Studi di Milano e dermatologo clinico della Fondazione Irccs Policlinico di Milano. Il medico è guarito dopo essere risultato – fra i primi in Italia – positivo al nuovo Coronavirus ed essere stato ricoverato all’ospedale Sacco a fine febbraio, sempre nel capoluogo lombardo.

L’esperto, nostro connazionale, sta ora gettando le basi per una nuova indagine scientifica molto interessante, “uno studio multicentrico nazionale” con una casistica più ampia. Il tutto sotto l’egida della società scientifica Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse).

Marzano, come spiegato da lui stesso, punta a realizzare un “registro italiano. Vogliamo valutare incidenza e prevalenza di queste espressioni dermatologiche, capirne i meccanismi patogenetici“. Il progetto è stato battezzato “Skin Covid-19”. Ha dichiarato lo specialista: “Al di là dei casi gravi queste manifestazioni si rilevano anche in pazienti asintomatici o con pochi sintomi“. E potrebbero aiutare la diagnosi precoce.

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