Coronavirus o allergia? Come capire le differenze


Chi soffre di rinite allergica e sta male con i primi pollini nell’aria potrebbe manifestare sintomi riconducibili al Covid-19. Bisogna vedere se si ha la febbre e quanto dura il disturbo. Ecco tutte le spiegazioni dell’esperto. 

allergy-1738191-1280 cenczi da Pixabay


Prima del colpo di coda invernale, con gelo e temperature basse in molte parti del Paese, l’arrivo della primavera ha portato temperature miti in diverse città italiane. La conseguente fioritura di molte piante ha favorito la dispersione di pollini nell’aria.

Secondo le stime, le allergie da pollini colpiscono alcuni milioni di persone (all’incirca tra il 10% ed il 20% dei cittadini).

In questo momento particolare, caratterizzato dal dilagare del Coronavirus, il sovrapporsi delle patologie allergiche potrebbe rendere più complicata la diagnosi. Il soggetto interessato potrebbe temere di aver contratto il Covid-19, ma magari non è così e non c’è motivo di allarmarsi. Vediamo di fare chiarezza grazie a un esperto.


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Coronavirus vs allergia: occhio a febbre, starnuti e congiuntivite

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Nei soggetti allergici, la circolazione dei pollini può scatenare arrossamento degli occhi, congiuntivite, gonfiore delle palpebre, lacrimazione, ma anche starnuti, congestione nasale e tosse. Una sintomatologia riconducibile anche al nuovo Coronavirus.

Come ha spiegato il professor Giorgio Walter Canonica, Responsabile Centro Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia in Humanitas e docente di Humanitas University, in un’intervista recente al Corriere della Sera, occorre prestare attenzione ai sintomi per la diagnosi differenziale.

Innanzitutto, l’innalzamento della temperatura corporea è solo da infezione, non da allergia. Ha chiarito lo specialista: “Uno dei sintomi sospetti del Coronavirus è la febbre, che invece è assente nelle manifestazioni allergiche. Inoltre la rinite allergica dovrebbe essere più facilmente distinguibile da quella virale perché di solito gli starnuti sono a salve (ovvero a raffiche), il naso cola molto (un sintomo meno comune nei pazienti con Covid-19) e la rinite può associarsi a congiuntivite (che invece è abbastanza comune nella nuova malattia da Coronavirus)”, ha dichiarato al Corsera il professor Canonica.

Coronavirus e allergie: attenzione alla durata dei disturbi

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Come ci si deve comportare in caso di allergie primaverili? “È bene che i pazienti allergici ai pollini che avvertono tosse e raffreddore inizino la terapia prescritta dall’allergologo con antistaminici e corticosteroidi inalatori al fine di ridurre la sintomatologia. Se dopo 4-5 giorni di terapia i disturbi non dovessero regredire, si può pensare di aver contratto Covid-19 in forma lieve se non si ha febbre e in quel caso occorre contattare il proprio medico di famiglia oppure rivolgersi ai numeri verdi regionali”.

Ha proseguito l’esperto: “L’allergia ai pollini, che può insorgere a qualunque età, potrebbe anche manifestarsi per la prima volta: in presenza di tosse e raffreddore che fanno sospettare un’allergia respiratoria occorre consultare il proprio medico che potrà effettuare una diagnosi e indicare una terapia appropriata”.

dandelion-4189250-1280 Bruno Germany da Pixabay

Ha concluso, infine, il professor Canonica, Responsabile del Centro di Medicina personalizzata: Asma e Allergologia in Humanitas: “Con la terapia farmacologica corretta i disturbi allergici regrediscono nel giro di qualche giorno, mentre le forme infettive restano. Raccomando infine ai pazienti che sono in trattamento continuo per l’asma di non sospendere la terapia”.

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