Coronavirus: quanto resiste sulle superfici?


Plastica, acciaio inox, rame e cartone: ecco quante ore resta il virus respiratorio su ciascun materiale. Lo studio di un team di ricercatori americani. I consigli degli esperti e del Ministero della Salute per un’igiene efficace. 

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A più di due mesi dallo scoppio della pandemia di Covid-19, gli interrogativi sulle modalità della sua trasmissione sono ancora molti. Uno di questi è: c’è il rischio di essere contagiati dalle superfici dove il virus si posa?

Sappiamo, infatti, che la modalità di trasmissione principale del nuovo Coronavirus è rappresentata da piccole gocce di saliva che possono essere trasmesse da persona a persona se si ha un contatto stretto con un soggetto che ha contratto la malattia del Covid-19.

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Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie rientrano nel contatto stretto tutte quelle situazioni in cui ci si trova nello stesso ambiente, a distanza minore di 2 metri, con persone che sono state contagiate dal virus. In questi casi, la trasmissione può avvenire in modo diretto attraverso tosse e starnuti.


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Le goccioline contenenti il virus depositate sulle superfici vengono poi raccolte da altri individui attraverso il contatto con le mani portate alla bocca, al naso e agli occhi anche a distanza di tempo. Tuttavia, ora sappiamo che , c’è il rischio di contagio anche venendo a contatto con le superfici dove il virus può essersi posato.


Coronavirus: quali superfici sono le più pericolose?

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Mentre su Whatsapp circolava l’audio-bufala secondo il quale il Coronavirus potrebbe resistere fino a 9 giorni sull’asfalto – ripetiamo, si tratta di una fake news – la ricerca scientifica ha dato i primi veri riscontri riguardanti la sua persistenza sulle superfici:
– fino a 4 ore sul rame;
fino a 24 ore sul cartone;
fino a 72 ore su plastica e acciaio inossidabile.

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È quanto ha verificato in laboratorio un gruppo di ricerca coordinato dai National Institutes of Health americani, con la partecipazione dell’Università di Princeton e dell’Università della California. I risultati sono stati diffusi sul sito medRxiv.

Coronavirus e superfici: il commento degli esperti

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Il sito Medicalfacts, sotto la direzione scientifica del virologo Roberto Burioni, ha dedicato un focus all’argomento in un articolo firmato da Burioni insieme al microbiologo Nicasio Mancini.

Gli autori hanno sottolineato che la scoperta a cui sono giunti i colleghi statunitensi è rilevante perché «confermerebbe come un modo importante di trasmissione del virus sia quello “indiretto” attraverso le nostre mani. Tocchiamo superfici contaminate e, inavvertitamente, ci infettiamo portando le mani alla bocca, nel naso o negli occhi».

Gli esperti hanno così concluso: «Il dato è importante ma ancora preliminare e da confermarsi con altri esperimenti. In ogni caso, e a maggior ragione, noi continuiamo con il solito mantra: isolamento sociale (nostro), massima igiene delle mani e delle superfici (ricordiamo che il virus è completamente inattivato da acqua e sapone e da altri detergenti) e evitiamo di toccarci (e farci toccare) il viso».

Superfici: disinfettanti contro Coronavirus

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Ricorda che tra le superfici più esposte al contagio da nuovo Coronavirus ci sono:

– le maniglie delle porte;
– le pulsantiere degli ascensori;
– i cellulari;
– i sostegni per aggrapparsi sui mezzi pubblici.

Oltre ai materiali (plastica e acciaio sono i peggiori, da questo punto di vista, perché assorbono meno le goccioline, preservando così il virus attivo) possono incidere fattori ambientali come la quantità di areazione dei locali e l’umidità.

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L’utilizzo di comuni disinfettanti è in grado di ridurre al minimo e annullare la capacità del virus di trasmettere l’infezione.

In particolare, si consiglia di pulire le superfici utilizzando:

disinfettanti contenenti alcol al 75%;
disinfettanti a base di cloro all’1%, come la candeggina.

Il sistema più valido per ridurre il rischio di contagio rimane comunque il lavaggio delle mani, che deve essere fatto spesso e accuratamente.

Coronavirus e guanti: servono contro le infezioni?

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Come spiega il Ministero della Salute, i guanti servono a patto che:

– non sostituiscano la corretta igiene delle mani;
– siano ricambiati ogni volta che si sporcano;
– come le mani, non vengano a contatto con bocca, naso e occhi;
– siano eliminati al termine dell’uso nei rifiuti indifferenziati.

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