Dormire con il cellulare vicino: ecco cosa succede


Ecco che cosa dicono gli esperti sull’abitudine, sempre più diffusa a ogni età, di riposare di notte col cellulare e altri dispositivi tecnologici accesi a portata di mano. Quali sono i principali rischi per la nostra salute? 

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Si può dormire con il cellulare vicino al letto? Fa male alla salute o è innocuo? E su quali aspetti influisce?

Cerchiamo di fare chiarezza con il parere di alcuni esperti.

Non appoggiare il cellulare all’orecchio

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Ecco quello che ha dichiarato al “Corriere della SeraAlessandro Polichetti del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dove si occupa dei rischi connessi alle esposizioni a campi elettromagnetici.

“L’esposizione ai campi elettromagnetici durante l’uso dei telefoni cellulari è trascurabile in tutti i casi in cui il telefono non sia appoggiato all’orecchio. Quindi, se il cellulare si trova vicino al letto, l’esposizione è marginale, sia durante una telefonata in viva voce sia durante un trasferimento dati. Se poi il cellulare non viene utilizzato perché si sta dormendo, l’esposizione è praticamente nulla”.


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Stessa cosa per tablet, computer e modem del wifi mentre si dorme? Lo ha confermato ancora al “Corriere” Francesco Bochicchio, direttore dello stesso Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’ISS:

“Sì, in quanto questi apparecchi hanno una potenza di emissione simile o inferiore ai telefoni cellulari, per cui non ci sono rischi per la salute (per quanto riguarda i campi elettromagnetici) nel tenerli accesi di notte”.

A letto con lo smarphone: i danni della luce dello schermo

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Tenere il cellulare sul comodino e chattare fino a tarda notte è però una pessima abitudine che alla lunga, comunque, non ci fa stare bene. L’uso notturno del telefonino, infatti, ‘confonde’ i meccanismi neurofisiologici: la luce dello schermo, magari a pochi centimetri dagli occhi, non è esente da danni.

Lo ha ricordato Giovanni Battista Tura, responsabile della Psichiatria dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia.

Come riportato dall’“Adnkronos”, infatti, ha spiegato l’esperto:

“Ognuno di noi riproduce e riporta in sé il modello originale e originario di ‘essere umano’, quello che all’inizio della storia viveva e agiva con la luce del sole, riposava inattivo e dormiva in assenza della stessa. Un numero elevato di microsistemi, apparati, sia neurologici che ormonali, continuano a seguire la stessa legge, non tarandosi certamente sulle evoluzioni del costume ma continuando ad agire in risposta alla luce come stimolo, al buio come stop”.

Ha proseguito Tura:

“Sottoporre nottetempo tutto questo sistema a uno stimolo luminoso intenso (e lo smartphone, in quanto di piccole dimensioni e utilizzato vicino al viso è il prototipo in tal senso) è come dare un messaggio gravemente confondente, obbligando tale sistema ad attivarsi come se fosse giorno”.

Lo psichiatra ha infine ricordato che “la privazione di sonno in adolescenza è uno dei fattori di maggior rischio per slatentizzare disturbi psichici anche gravi”. Le conseguenze generali, comunque, sono “la stanchezza di giorno e riflessi negativi sul nostro umore”.

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