Kasia Smutniak e la vitiligine: cos’è e come si cura

- 10/06/2020

A partire dall’esperienza della splendida attrice polacca Kasia Smutniak, che in Rete ha sensibilizzato sul tema con un’iniziativa speciale, facciamo chiarezza con un’esperta su questa malattia dell’epidermide. 

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Kasia Smutniak, attrice di origine polacca, ex del compianto Pietro Taricone, è tornata di recente su una rivelazione che ha condiviso un anno fa sui social, quando ha svelato di soffrire di vitiligine.

Come ha annunciato su Instagram la diretta interessata, di recente Kasia ha creato un filtro particolare, che simula la vitiligine.
Si chiama #beautyligo e intende essere un omaggio alla bellezza della diversità, per trasmettere un messaggio all’insegna dell’auto-accettazione e della body positivity.

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Cogliamo l’occasione per fare chiarezza su questa malattia e sulle sue implicazioni con le spiegazioni di un’esperta.

Macchie bianche sulla pelle: chi è colpito dalla vitiligine


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Nel mondo la vitiligine ha una diffusione stimata intorno all’1-2%. Dovrebbe riguardare attualmente circa 100 milioni di pazienti. In alcuni Paesi l’incidenza è maggiore, per ragioni genetiche e sociali. Nel 95% dei casi la malattia compare prima dei 40 anni, spesso tra i 10 e i 30 anni. L’incidenza è paritaria tra i due sessi. Sono colpite tutte le diverse etnie, senza distinzione.

La vitiligine è una malattia dell’epidermide. Interessa i melanociti, le cellule che producono melanina, il pigmento responsabile della colorazione della cute”, spiega la dermatologa Donata Calò dell’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano. “È proprio un’alterazione di questo processo che porta alla formazione delle inconfondibili macchie bianche sull’epidermide. Non è contagiosa, ma l’inestetismo può portare a un gravoso peso psicologico”.

Le cause non sono note, ma la ricerca sta andando avanti, avvicinandosi sempre di più a capire i meccanismi alla base della malattia. Prosegue la dottoressa Calò “Le zone frequentemente coinvolte sono: l’area intorno agli occhi, l’ano, il glande e i genitali, la zona perianale”.

La malattia può estendersi anche al dorso delle mani, alle estremità delle dita, agli arti e finire per coinvolgere tutta l’epidermide. Peli, capelli, barba, ciglia e sopracciglia, presenti nelle aree depigmentate, possono imbiancarsi. In alcuni casi la depigmentazione interessa anche le labbra e la retina o l’iride, senza però avere un impatto sulla vista.

Terapie per la vitiligine: dalla dermocosmesi alla fototerapia

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Per la vitiligine non esiste una cura risolutiva. Tuttavia, i sintomi possono essere attenuati con diversi trattamenti”, specifica l’esperta. “Esistono prodotti di dermocosmesi che riducono la differenza di colore tra le macchie e il resto dell’epidermide. Vengono utilizzati con successo anche una serie di trattamenti topici”.

Tra le terapie rientra “l’uso di immunosoppressori, tacrolimus o steroidi ad azione locale che, soprattutto nelle prime fasi della malattia, possono aiutare la ripigmentazione, contrastando l’infiammazione”.

E ancora: “Per ripigmentare la pelle è possibile sottoporsi a cicli di fototerapia UVA-UVB, PUVA o UVB a banda stretta, associata a sostanze fotosensibilizzanti come gli psoraleni (con risultati temporanei)”.

Difficilmente una singola terapia può essere efficace. Di solito si punta sull’utilizzo combinato di farmaci, integratori e, a volte, fototerapia, a seconda che la malattia sia stazionaria, in fase di peggioramento o di miglioramento.

Un’opzione in via di perfezionamento, infine, è il trapianto di melanociti, una delle ultime novità del settore, utilizzabile solo in casi selezionati, per chiazze poco estese.

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