Smartphone: pericoli per la vista di bambini e ragazzi


Tra didattica a distanza e ore da riempire con social, cartoni e serie in streaming, aumentano miopia, occhio secco e altri danni causati dai dispositivi hi tech. Nuova puntata coi consigli degli esperti AIMO. 

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Non solo computer e tv. In queste settimane di quarantena forzata per l’emergenza Coronavirus, gli italiani stanno facendo un uso massiccio anche di cellulari.

“L’attività social in questo periodo è aumentata tantissimo, perché sono tutti lì a scrivere o leggere notizie sul telefonino”, ha dichiarato l’oculista Carlo Orione, responsabile dell’Associazione italiana dei Medici Oculisti (AIMO) per la Regione Piemonte.

Ha aggiunto l’esperto: “I cellulari, avendo scritte ancora più piccole, richiedono un’attenzione maggiore da parte dell’occhio. Leggere su dispositivi elettronici affatica la vista tanto come leggere un giornale, ma il problema è che ogni volta che noi porgiamo attenzione su qualcosa ammicchiamo meno“.


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H proseguito Orione: “Normalmente abbiamo degli ammiccamenti involontari ogni tre/quattro secondi, ma se c’è un’attenzione particolare tali ammiccamenti arrivano anche ogni sette/dieci secondi. Questo porta ad una secchezza oculare, così come a sintomi di dolenzia oculare, cefalea periorbitaria e bruciore agli occhi”.

Miopia di bambini e ragazzi: peggioramento in quarantena

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D’accordo con la collega Romina Fasciani, dell’Unità operativa complessa di Oculistica della Fondazione Policlinico universitario IRCCS Gemelli di Roma e membro del consiglio direttivo AIMO, anche Orione parla di un possibile peggioramento della miopia in adolescenti e bambini. “Si è visto che i ragazzi che stanno tanto tempo a guardare per vicino hanno un peggioramento della miopia. Noi consigliamo, di solito dopo 50 minuti di studio, di guardare lontano per 10 minuti fuori dalla finestra per rilassare l’accomodazione”.

Sulle “abitudini da lockdown” anche l’oculista Luigi Marino, referente di AIMO per la Regione Lombardia, dice che la “pagheremo cara” da un punto di vista di salute dell’occhio. “La quarantena ci impone di vivere in ambienti confinati. Questo ha dei vantaggi, perché rispetto ad un ambiente lavorativo possiamo per esempio aprire le finestre, ma di fatto lo smart working ci ha insegnato che lavoriamo di più. Mentre in ufficio si tende anche a socializzare e a fare delle pause, a casa questo non avviene. Così i device diventano le nostre finestre virtuali sul mondo dal quale ci stacchiamo a fatica”.

Ha aggiunto Marino: “L’impossibilità di uscire di casa ci fa poi saltare dal cellulare alla tv, dalla tv all’iPad, allungando tantissimo il tempo di esposizione davanti a questi dispositivi. Allora, cosa mi aspetto dalla fine della quarantena? Sicuramente qualche disturbo in più non tanto negli adulti quanto nei ragazzi giovani e giovanissimi, che di fatto stanno trascorrendo molto più tempo davanti alla play station o il cellulare”.

Dispositivi hi tech e occhi: che cosa occorre fare

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Secondo l’esperto saranno anche altre le conseguenze, come “un’ipertrofia dei muscoli retti interni dell’occhio (che ci fanno lavorare da vicino per l’accomodazione), un ridotto ammiccamento palpebrale (perché quando qualcosa ci piace o ci affascina ammicchiamo di meno), e persino un occhio secco evaporativo, esaltato dall’utilizzo delle mascherine che stiamo facendo. Le mascherine, infatti, coprono il naso provocando un flusso d’aria costante proprio sugli occhi”.

Tra i consigli dati dal dottor Marino, potrebbe essere di giovamento “l’utilizzo di lacrime artificiali, magari bere un bicchiere d’acqua in più e rinunciare ad una postazione fissa ma, se possibile, camminare mentre per esempio rispondiamo al telefono, oppure, dopo 20 minuti che siamo davanti al computer, guardare fuori dalla finestra almeno per un po’”, ha concluso lo specialista.

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