Stanchezza cronica, la sindrome da fatica


Quando si parla di ‘sindrome da fatica cronica’, si definiscono tutta una serie di condizioni che determinano, per l’appunto, questo tipo di sindrome. Ecco i sintomi principali: una fatica che persiste da un periodo di almeno 6 mesi, che non riesce a sedarsi nemmeno attraverso un riposo normalmente considerato esaustivo; palesi disturbi della memoria e della capacità di concentrazione, tanto da andare ad incidere sulle normali attività lavorative e personali; dolore ai linfonodi ascellari e cervicali; mal di testa di tipo diverso rispetto ai soliti; dolori alle articolazioni e ai muscoli, senza che ci sia presenza di infiammazioni di alcun tipo; una debolezza importante, dopo aver svolto un esercizio fisico (debolezza che non riesce a sedarsi nell’arco di 24 ore). Per quanto riguarda le cause della sindrome da fatica cronica, si stanno ancora svolgendo degli studi. Si sono ipotizzati fattori di natura genetica ed ambientale, una intossicazione chimica, un accumulo di stress in forma eccessiva, infezioni batteriche o virali, ma tuttavia, si sta ancora cercando una vera e propria causa unitaria. Il rischio per i soggetti colpiti da questa sindrome che porta stanchezza cronica, è quello di andare ad incidere sulla vita in maniera importante, portando, come effetto secondario, ad una forma di depressione. Ma quali potrebbero essere le cure per la sindrome da fatica cronica? Purtroppo, non avendo ancora una certezza circa le reali cause scatenanti, risulta abbastanza difficoltoso avviare una terapia precisa e direzionata. In alcuni casi, vengono somministrati al paziente dei farmaci immunomodulatori, che fino ad ora pare abbiano mostrato i risultati più significativi. Oltre questi, potrebbero essere utilizzati farmaci antidolorifici, quantomeno per alleviare i dolori fisici e cercare così di aiutare la concentrazione.


 

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