Alessandro Basciano e Sophie Codegoni asfaltati: l’attore di Montalbano furioso

Arianna Preciballe
  • Esperta in TV e Spettacolo
09/09/2022

L’attore Alessio Vassallo ha dedicato al Allessando Basciano e Sophie Codegoni e al siparietto andato in scena alla Mostra del Cinema di Venezia, un lungo sfogo. L’uomo, infatti, come tanti altri non ha gradito la proposta di matrimonio che l’ex gieffino ha fatto sul Red Carpet alla sua fidanzata…. 

Alessandro Basciano e Sophie Codegoni asfaltati: l’attore di Montalbano furioso

In occasione della loro partecipazione alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia, Alessandro Basciano ha chiesto a Sophie Codegoni di sposarlo. I due, che si sono conosciuti solo pochi mesi fa al Grande Fratello Vip, sembrano fare davvero sul serio e solo poco tempo fa la ragazza aveva fatto sapere di non vedere l’ora di convolare a nozze con l’ex tentatore.

Il suo desiderio di ricevere una proposta, insomma, si è avverato, ed è successo in uno dei luoghi più belli e famoso del mondo.

Il gesto della coppia, che avrebbe “rubato la scena” agli attori, i registi e i loro film in gara, non è stato gradito da molti e così in queste ore anche Alessio Vassallo, il Mimì Augello de “Il giovane Montalbano”, ha attaccato la coppia!

Sophie Codegoni e Alessandro Basciano: fenomeni da baraccone?

Alessandro Basciano e Sophie Codegoni asfaltati: l’attore di Montalbano furioso

Molti dei fan di Sophie Codegoni e Alessandro Basciano, hanno esultato all’idea che il ragazzo abbia deciso di fare una proposta alla sua fidanzata sul red carpet di Venezia; tanti personaggi, invece, non hanno gradito la decisione presa dall’ex gieffino.

Suo social si è scatenato un vero putiferio e un grande polverone si è alzato intorno alla coppia; in queste ore ha prendersela con i due è stato anche un popolare attore.

A noi sta gente non toglie nulla perché il mio studio, il mio sacrificio, il mio lavoro, quello resta. Per fortuna lavoro e alcune volte non ho neanche il tempo di promuovere quello che faccio. Mi è capitato di avere dei film in alcuni Festival dove io non sono potuto andare e c’erano “questi” a farsi le foto. Quindi a me personalmente non tolgono nulla. Ho la mia visibilità, ho la mia stampa, non è quello il problema. Il problema è che questi fenomeni da baraccone sviliscono un posto sacro come Venezia. Un posto fatto di storia, di immagini, di rivoluzioni. E il nostro settore, la nostra categoria è silentemente complice perché siamo schiavi di quattro, cinque borsette del ca**o!

ha tuonato Alessio Vassallo, stufo del moralismo.

Ci sono anche molti colleghi che sento che dicono: “Però, forse quella che c’ha i peli sotto le ascelle, l’altra è depressa… può essere di conforto“. (Perché poi ogni mese ne hanno una, una volta è depressa, una volta c’ha la bulimia…) Ma conforto di cosa? Sono depresso, mi aiuta leggere che una deficen*e vende scarpe su Instagram è depressa? Ma stiamo dando i numeri.

ha continuato l’attore, che trova assurdo come sia diventata la società e che oggi conti di più il proprio seguito sui social rispetto alla propria realizzazione professionale.

Io penso che la nostra categoria debba reagire e forse un segnale può essere che i grandi autori non diano più i loro film a Venezia per un anno o due, basta. Andassero a Venezia soltanto i fenomeni da baraccone. E so benissimo che Venezia non è solo il Red Carpet, ma anche un mercato. Ma un mercato che così viene avvelenato da sta gente qui. Io penso che la nostra categoria debba farsi sentire.

ha ribadito Vassallo, precisando che con il termine “fenomeno da baraccone” non voleva offendere nessuno ma solo indicare coloro che non avendo nulla da raccontare, da dire, sono disposti a mettere alla berlina tutti, dalla famiglia ai figli.

Ed è quello che succede al Grande Fratello, nei social. Spesso, se li senti quando fanno interviste, è una roba surreale, metti in mezzo tua madre o tuo padre che non c’è più, il fratello ammalato, questa roba qui. Io la trovo veramente deprimente. Questi sono i fenomeni da baracconi.

ha concluso. Voi che ne pensate delle sue parole?