Alessandro Nannini: chi è? Età e vita privata del fratello di Gianna

15/03/2020

Chi è Alessandro Nannini, fratello meno conosciuto della cantante rocker ospite oggi di Domenica In di Mara Venier ne “il meglio di”

alessandro nannini gianna domenica in

Il pomeriggio di questa domenica su Rai 1, ha visto protagonista il programma “Domenica In – Il meglio di”, il best of della trasmissione bloccata a causa del Coronavirus mandata in onda al posto della classica diretta con Mara Venier.

Tra i tanti contenuti mandati in onda, anche quello di Gianna Nannini, sorella di Alessandro, campione di Formula 1 che si vide compromettere la carriera da un brutto incidente non mortale, ma che gli provocò dei danni fisici importanti

Alessandro è figlio del noto imprenditore senese Danilo Nannini: lo sportivo Nannini ha disputato ben 76 gare di Formula 1 A, riuscendo a vincere il Gran Premio del Giappone quando guidava la sua Benetton-Ford, dopo la squalifica di Ayrton Senna.

Oggi Alessandro Nannini segue le orme del padre gestendo l’azienda, una storica pasticceria di Siena, conosciuta da tutti per i suoi favolosi “canederli” dolci.


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Alessandro Nannini il pilota di Formula 1

alessandro nannini

Nannini, che è stato un campione delle quattro ruote, recentemente ha rilsaciato un’intervista sull’attuale mondo della Formula 1, una formula 1 diversa da quella che lui ha vissuto e, per certi versi, anche meno bella ma anche meno sicura.

Quando correvo io  c’erano magari 100 persone a lavorare per un team, ora in alcuni casi ne abbiamo dieci volte tante: è un’industria nell’industria, con costi che sono lievitati in maniera incredibile e che hanno portato a una concorrenza ancora più spietata tra i top team”.

La tecnologia nella Formula 1 secondo Alessandro Nannini

Uno dei più grandi cambiamenti nella moderna Formula 1 è sicuramente la tecnologia e il comfort dei piloti che oggi possono godere di enormi vantaggi rispetto un tempo:

Ora c’è il servosterzo e le monoposto sono molto più leggere. La tecnologia la fa da padrona, quando noi correvamo a Monte Carlo arrivavamo al traguardo con la mano destra sanguinante per il continuo utilizzo della leva del cambio, lo sforzo fisico era terribile

Ma quel periodo, se pur duro e diverso, lo ricorda con nostalgia

Sono stati anni nei quali ho imparato tantissimo e sono cresciuto come pilota. Adesso  è molto più semplice andare forte, però in una gara il valore della macchina può arrivare a incidere fino al 90%, lasciando soltanto un 10% alla capacità di chi è al volante. Non è sempre così, ma succede, ed è davvero molto diverso da quando in Formula 1 c’ero anche io

Andrea De Lissandri
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