Amici: Aka7even rivela il suo dramma

26/08/2021

Aka7even è stato uno dei grandi protagonisti di Amici 20. Il cantante napoletano, che sta ottenendo grande successo con la sua hit “Loca”, ha raccontato più volte che la genesi del suo nome d’arte è legata ad un episodio drammatico della sua infanzia. Nell’ultima intervista rilasciata, Aka7even ha parlato dei giorni trascorsi in coma da bambino. 

aka7even-amici-2021

Tra i grandi protagonisti di Amici 20 c’è stato anche Aka7even. Il cantante napoletano sta ottenendo grande successo con la sua hit “Loca“, che sta per debuttare anche nel mercato spagnolo, grazie ad una collaborazione con Robledo, che vedrà uscire una versione spagnola della canzone più famosa, fino a questo momento, di Aka7even.

In un’intervista al Corriere della Sera, Aka7even ha spiegato che il percorso fatto all’interno del programma di Maria De Filippi lo ha cambiato profondamente, anche dal punto di vista artistico:

“Esci che sei l’opposto rispetto a quando sei entrato. Mi ero presentato come un trapperino con questo modo un po’ da latin lover e oggi sono diverso”.


Leggi anche: Il Cantante Mascherato: la farsa dei Ricchi e Poveri

Amici: Aka7even racconta il coma

Aka7even-Amici-di-Maria-De-Filippi

Aka7even, però, ha anche rivelato di aver dovuto superare diverse insicurezze prima di scegliere di partecipare ad Amici. Tutto è iniziato dal dramma vissuto da bambino, quando a 7 anni si è ritrovato in coma:

“Sono finito in coma per una crisi epilettica causata da un virus che aveva attaccato il cervelletto. Ci sono rimasto 7 giorni, per questo credo di avere sette vite, come i gatti”.

Un vero dramma che, fortunatamente ha avuto un lieto fine, nonostante tutte le conseguenze e gli strascichi che si è portato dietro a lungo. Per Luca Marzano, vero nome di Aka7even, non è stato semplice ritornare ad una vita normale dopo aver affrontato un’esperienza del genere, anche per i pregiudizi che si erano creati intorno a lui:

“Dopo il coma è stato terribile. Il primo giorno di scuola tutti i miei amici mi deviavano, pensavano che potessi infettare, da lì è partita la mia solitudine”.

Ilaria Bucataio
Suggerisci una modifica