Bake Off Italia, Chiara Cajelli l’intervista: “Vorrei una trasmissione tutta mia… Dog Friendly”

12/09/2020

Intervista esclusiva a Chiara Cajello, concorrente di Bake Off Italia che nel programma ha portato la sua filosofia di cucina anche dog friendly.REAL TIME-BAKE OFF ITALIA-cast-Benedetta Parodi, Clelia d’Onofrio, Csaba dalla Zorza, Ernst Knam, Damiano Carrara-IMG-9192-4-a

Chiara Cajelli è una ragazza esuberante e dalle mille idee. Ed è portatrice sana della filosofia secondo cui un dolce è per tutti. Umani e amici con la coda. Protagonista di questa edizione di Bake off Italia (in onda il venerdì in prima serata su Real Time), purtroppo è stata eliminata alla prima puntata.Ma attraverso il suo blog la Cajelli continuerà a portare avanti questo suo modo di intendere la pasticceria: mentre prepari un dolce per te, preparalo anche per il tuo cane. Con i giusti ingredienti, che non gli fanno male.

Chiara Cajelli l’intervista dopo Bake Off Italia

Chiara, la tua partecipazione a Bake Off Italia è stata un lampo. Qual è l’aspetto di questa avventura che ti si è proprio appiccicato addosso e che porterai sempre con te?


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L’aspetto di Bake Off che mi porterò sempre dietro è il periodo precedente all’inizio delle registrazioni: dalla telefonata in cui mi hanno confermata come candidata, alle notti dopo a studiare e a cucinare come una pazza, ai giorni chiusi al residence con i miei compagni di avventura. In quei giorni (chiusi lì per accertamenti data la situazione Covid) abbiamo legato tantissimo, abbiamo riso come pazzi, ci siamo conosciuti bene e innamorati tutti uno dell’altro.Schermata 2020-09-11 alle 09.45.51Qual è l’aspetto che più “terrorizza” chi prende parte a questa avventura? Le telecamere, i giudici, il forno non proprio?L’aspetto che in generale terrorizza di più è non sapere quale ricetta chiederanno e quando: devi arrivare a Bake Off conoscendo a memoria tutte le ricette tra basi e idea di creatività. Infatti molti di noi giravano con i faldoni per i corridoi del residence per ripassare le ricette e cercare di studiarne sempre di più. Questo è il motivo per cui sono andata in panne quando hanno chiesto i macarons: li avevo già fatti, sapevo bene come farli, ma in quel momento non mi ricordavo le mie dosi e sono andata in confusione. Certo, poi avere un forno non tuo (e particolarissimo) non ha aiutato mai nessuno.

Chi ti ha stupito di più tra i tuoi compagni di avventura e chi tra i giudici? Per quale motivo?Potrei star qui ad elencare per davvero cosa mi abbia stupita e conquistata di tutti i miei compagni, ma diciamo che i primi nomi che mi sono venuti in mente sono quelli di Gino, Matteo, Elena e Maria. Gino perché è di una profondità e lealtà rara, è pulito, simpatico, osa con i sapori. Matteo perché è di una bravura disarmante, fa cose che non vedi nemmeno nelle pasticcerie più chic. Elena perché è la più giovane ma è quella che ha il carattere e la personalità più diretta e cristallina, inoltre comprendo il suo percorso di peso raccontato nella clip: il mio, però, è stato l’opposto del suo e con altri tipi di disturbi alimentari… anche se ho 34 anni spero di trovare la forza che ha trovato lei a 20. Maria perché è arrivata da un lungo viaggio diretta al tendone e sembrava stesse cucinando nella propria cucina: l’avevo davanti ed ero molto affascinata! Tra i giudici, Clelia era e rimarrà sempre nel mio cuore.


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Schermata 2020-09-11 alle 09.44.06Qual è il clima che si respira sotto il tendone?Posso descrivere l’atmosfera giusto della prima puntata, che è durata tre giorni di riprese: l’aria era calda… di temperatura! Io ho avuto poi la fortuna di cucinare sempre accanto a Gino, e siamo riusciti a ridere e aiutarci anche in quella circostanza. A livello personale posso garantire che appena scatta il “3, 2, 1 dolci in forno” di Benedetta Parodi dimentichi le telecamere.Sei entrata nel programma portando un messaggio molto importante, essendo tu anche la paladina degli animali. Cosa avresti fatto, se la tua avventura sotto il tendone fosse proseguita più a lungo per dare voce alla tua filosofia in pasticceria?

Non è per sminuirmi, ma in questa edizione il “messaggio importante” è stato portato da Peperita più che da me: era ora che anche in tv si abbattessero certi confini ed è merito suo, è una delle persone più volitive e coraggiose che abbia mai conosciuto, e non si è lasciata fermare nemmeno da un ginocchio fuori asse. Il mio messaggio era, più che importante, innovativo: inserire anche il proprio cane nel concetto di pasticceria di casa, sfruttando pochi ingredienti, tanta fantasia e scarti buoni che verrebbero buttati via. Se fossi andata avanti avrei regalato spesso (non sempre) suggerimenti di questo tipo.Quando hai presentato la tua torta con degli ossi di mela come guarnizione, Knam non ha molto apprezzato o, forse, non ha capito davvero quali erano le tue intenzioni. Ce le puoi spiegare meglio?

Mettiamola così: in puntata si è sentito pochissimo della mia descrizione della torta e dei biscotti (e ci sta, i tempi sono stretti, ci mancherebbe), ma dopo tutto il preambolo fatto l’ultima cosa che mi aspettavo di vedere era Knam assaggiare i biscotti per cani. Vero: erano commestibili di fatto. Vero: ogni cosa sulla torta IN TEORIA può essere mangiata. Ma era il concetto che andava valutato e non il loro sapore. Questa scena è stata tagliata, ma si è visto Knam non apprezzare nemmeno la torta sotto, e li sono gusti o forse era troppo banale la mia torta in sè. Damiano invece ha apprezzato l’idea dei biscotti ma mi ha suggerito di usare purea di mela all’impasto per renderli più appetitosi… e ha ragione, ma lo scopo era appunto riciclare scarti di mela (bucce, torsolo), non usare polpa nuova: il mio scopo, seguendo il suo suggerimento, sarebbe venuto a mancare.

Erroneamente abbiamo scritto che ti sei arrabbiata con Knam perché si è focalizzato unicamente sulla guarnizione a forma di osso e non sul resto del tuo dolce. Ci spieghi bene cosa hai provato quando il re del cioccolato si è preoccupato solo delle decorazioni?Knam ha potuto giudicare anche la torta sotto, e in puntata poi è una delle poche parti del giudizio ad essere stata pubblicata. Il mio rimarcare altrove – Dissapore – le scene tagliate serviva a far capire meglio le mie scelte (che non sono raffazzonate ma frutto di un’idea su cui lavoro da 10 anni) e soprattutto il mio stato d’animo in quel momento. Nel bene o nel male – e so che rompo la magia a molti – c’è tantissimo dietro a ogni minuto che si vede in puntata. Gino, ad esempio, alla prova dei macarons è stato salvato ma hanno tagliato la parte in cui lo lodavano perché unico su 8 ad aver costruito con isomalto i supporti per la piramide di macarons… quindi, la sua bravura emerge poco. Idem quella di Arturo.

Schermata 2020-09-11 alle 09.44.27Cosa ti saresti invece aspettata?Molti mi accusano di non saper accettare l’eliminazione, ma probabilmente danno per scontato che io sia piena di rancore. Non lo sono affatto, altrimenti non avrei messi nero su bianco su una testata importante come Dissapore che – quanto a bravura – è giusto che non abbia vinto io. Detto ciò, non mi aspettavo di uscire certo alla prima puntata, avrei voluto restare li almeno 3-4 puntate. Delle mie prove mi aspettavo un giudizio simile a quello che c’è stato, ma speravo che tutti salvassero come concetto i biscottini per cani e lodassero questa idea nuova che in 8 anni di Bake Off Italia e all’estero nessuno aveva mai portato. Non è passato affatto il concetto di “novità”. Ma pazienza, mica mollo, porterò avanti da sola il mio progettino.

Pensi che sia venuto poco fuori il tuo messaggio sulla pasticceria umana e canina?
Sì, penso sia venuto fuori poco. O forse meglio così dato che il giudizio di Knam è stato molto più caustico nella realtà – e per fortuna, a questo punto – hanno tagliato quelle parti. Sono consapevole che quella è una trasmissione di pasticceria, ma è pur sempre di pasticceria amatoriale e credo di averne messo in un luce un aspetto interessante. Forse avrei dovuto servire a parte i biscottini per cani e avvertire di non considerarli quanto a gusto: si sono scandalizzati in tanti del “biscotto per cani sulla torta”, come se nei biscotti ci fosse dentro il Ciappi (e non mela, farina di riso, miele e yogurt). Inoltre, penso sia venuto fuori – oltre che superficialmente – solo questo aspetto: oltre alle cose per cani, però, sono anche brava a fare i dolci per noi e la cosa non è minimamente emersa. E nemmeno gli spettatori l’hanno molto recepita questa cosa: in molti hanno anche insinuato che non basta avere un blog e delle foto belle per essere bravi. Ragazzi, è una fatica, ma purtroppo ci faccio il callo da anni.

Continuerai a portare avanti il tuo messaggio anche attraverso altri canali?Certo che sì. Bake Off è una minuscola parte di un enorme percorso. Ho un lunghissimo “prima” di Bake off e intendo avere un lunghissimo “dopo” Bake Off. Ho il mio sito di ricette, il progetto di un particolare libro di ricette (per umani, ma particolare), ho le mie videoricette che in autunno riprenderò a fare.
E adesso che hai abbattuto la barriera della televisione quali progetti hai? Pensi che ti proporrai magari per una trasmissione legata alla tua filosofia di pasticceria?
La barriera della tv l’avevo già abbattuta ma in Svizzera, a inizio 2019: ho fatto 5 puntate per la tv nazionale in cui suggerivo ricette per cani. Il mio sogno è avere qui in Italia una trasmissione di cucina tutto mio: ormai hanno esaurito tutte ma proprio tutte le combinazioni possibili per il food… manca solo una trasmissione di cucina anche dog friendly, con ricette “doppie” per umani e cani, e nessuno – su questa cosa – batte le mie (matte) idee.

Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
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