Barbara D’Urso minacciata? Parole durissime…

Rachele Luttazi
  • Esperta in TV e Spettacolo
28/06/2022

Barbara D’Urso è stata chiamata in causa in una lunga lettera da parte di un carcerato, che l’accusa di aver influenzato l’iter processuale che l’ha coinvolto, insieme a molti altri giornalisti e giornaliste d’Italia. Ma di chi si tratta? E quale sarebbe stato il ruolo della conduttrice nel processo che l’ha ritenuto colpevole?

Barbara

Ad aprile la Corte d’Appello di Roma ha condannato a quattro anni e sei mesi di carcere Marco e Gabriele Bianchi, i due fratelli accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, che la notte tra il 5 e il 6 settembre del 2020 è stato massacrato a calci e pugni per avere tentato di difendere un amico preso di mira in una strada di Colleferro.

Ora Marco Bianchi ha scritto una lunga lettera all’Adnkronos dal carcere di Viterbo dove accusa i media di aver reso una descrizione di sé e del suo fratello che avrebbe influenzato l‘iter processuale, e ha fatto in particolar modo il nome di Barbara D’Urso, a cui ha rivolto parole durissime.

Barbara D’Urso accusata da Marco Bianchi

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Secondo Marco Bianchi, i media avrebbero fornito un’immagine di sé e di suo fratello che ha guidato e influenzato l’iter processuale. In particolar modo, Bianchi ha puntato il dito contro la conduttrice di Pomeriggio Cinque, Barbara D’Urso:

I problemi li abbiamo avuti a causa dei giornalisti che hanno perso il controllo, raccontando falsità su falsità. Come quella bellissima donna di Barbara D’Urso, che è madre di un figlio e non si rende conto prima di fare le puntate su di noi. Dentro sa benissimo il danno che può creare dicendo bugie sul nostro nome. Lei dormiva serena, io no, sapendo la guerra che avrei affrontato l’indomani in carcere per le bugie raccontate. Posso capire che è il vostro lavoro ma almeno siate umani e umili nel dire la verità, perché tutti siamo figli, tutti siamo genitori e disgrazie come questa possono accadere a chiunque. Solo che qui, oltre alla disgrazia, c’è anche la beffa che il colpevole non si è preso le proprie responsabilità. Ancora con il sangue sulle scarpe, se ne sta tranquillo in casa sua.

Inoltre, prosegue affermando che lui e suo fratello non sono:

le brutte persone descritte dai media: quel ragazzo non è morto per mano nostra. L’ho messo in chiaro in aula, davanti al giudice, guardando in faccia la povera madre di Willy.