Briatore confessa di essere il primo contagiato di Coronavirus

25/03/2020

A L’aria che tira l’imprenditore ed ex manager di Formula 1 ha rivelato di essere stato molto male a dicembre, dopo vari viaggi internazionali. Col senno di poi, sintomi e risultati della TAC sarebbero riconducibili al Covid-19.

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In collegamento con L’aria che tira, su La 7, condotto da Myrta Merlino, Flavio Briatore ha raccontato la sua esperienza di pochi mesi fa. Riletta alla luce della pandemia scoppiata nel frattempo, sembra inevitabile ricondurre quella situazione di forte malessere fisico al Covid-19.

Coronavirus, Briatore: febbre altissima e fatica a respirare

Briatore L’aria che tira

Ha dichiarato Briatore: “Sono stato malissimo. Ho avuto la febbre altissima e facevo molta fatica a respirare. Col mio medico, il dottor Zangrillo, con cui ero in contatto, non capivamo cosa stesse succedendo. Sono andato a Milano, alla clinica La Madonnina, abbiamo fatto una TAC. Si è vista un’ombra”.


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Ha aggiunto: “Col senno di poi, io sono stato un po’ il pioniere del Coronavirus. Quando è esploso il virus il dottor Zangrillo mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Visti i dati di tutti quanti e visti i risultati della TAC, hai fatto il Coronavirus’. Si sta male. Ci si sente molto stanchi. Fortunatamente non ho avuto bisogno di ossigeno. Nessuno in casa mia ha avuto problemi”.

Briatore: “Tutti quanti abbiamo sottovalutato il Coronavirus”

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L’imprenditore piemontese, ex manager della Formula 1, ha spiegato alla conduttrice Myrta Merlino che in quel periodo aveva viaggiato parecchio: “Ero stato a Dubai, in Arabia Saudita, in Bahrein”. Sempre durante il collegamento con L’aria che tira, Briatore ha sottolinearo: “Credo che tutti quanti abbiano sottovalutato il Coronavirus. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, a gennaio, ha avvertito tutti gli Stati di prepararsi, spiegando che ci sarebbe stata un’epidemia. Solo che nessuno l’ha presa seriamente“.

Ha proseguito Briatore: “All’inizio c’era l’hashtag #Milanononsiferma, poi #noirestiamoacasa… C’è stato un grosso errore, non solo da parte della politica italiana”. L’imprenditore ha aggiunto che se fosse stato un ministro, anche senza essere un dottore, venuto a conoscenza del fatto che “un virus importante è nato Cina, dove interagiscono molti italiani, in città come Wuhan, che aveva due voli al giorno per Milano”, sarebbe andato a controllare o avrebbe mandato qualcuno a farlo.

Ha concluso Briatore: “Non credo che nessun Ministro della Salute o collaboratori italiani, spagnoli, francesi, tedeschi siano andati a vedere cosa stava accadendo. Quando ti aspetti una catastrofe, ti prepari. Qui nessuno si è preparato. L’OMS ha detto chiaramente quali dovevano essere i sintomi e che cosa si doveva avere (mascherine, ventilatori…)”.


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Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
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