Caso Genovese, la vittima terrorizzata confessa : “Temevo di morire”

23/11/2020

Esclusiva a Live Non è la D?Urso, con lametta in onda delle dichiarazioni della 18enne vittima della violenza di Alberto Genovese a Terrazza Sentimento dopo una festa a base di droga…

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A Live Non è la d’Urso è stata trasmessa in esclusiva l’audio testimonianza della giovane vittima di Alberto Genovese, l’imprenditore arrestato il 7 novembre scorso e accusato di violenza sessuale.

La 18enne sarebbe stata drogata e poi violentata ripetutamente in maniera brutale. Ecco cosa ha dichiarato la ragazzina secondo l’audio fatto ascoltare da Barbara d’Urso nel  suo programma domenica 22 novembre in prima serata, su Canale 5.

A Live l’audio della vittima di Genovese

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“In questi giorni dopo che è uscita la notizia del suo arresto ho cominciato a leggere tante cose, i miei ricordi si sono fatti sempre più precisi. E la cosa che mi fa più male in questi giorni è sentire i commenti di queste persone che cercano di darmi una colpa o di giustificare quello che mi è stato fatto. Quello che ho vissuto io, quelle ore di paura non si possono neanche immaginare. Ho avuto paura di morire, ho rischiato di morire. Ho avuto paura di non poter rivedere più la mia mamma, il mio papà, le mie sorelle, i miei amici. Non ho mai percepito queste feste in Terrazza sentimento come pericolose in nessun modo, non ho mai percepito questo ambiente come viscido. Andavo lì per divertirmi e mi sono ritrovata a vivere un inferno.”


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La diciottenne in cuora dagli psichiatri

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La ragazzina, perché a 18 anni tale si è, è sconvolta da quanto accaduto e infatti si sta facendo aiutare da degli “psicologi e psichiatri”, come lei stessa ha affermato, ho un po’ di persone al mio fianco che mi stanno aiutando. Ci tengo a ribadire che sono debole, fragile e tutto questo odio gratuito nei miei confronti mi fa stare male”

E infatti ha chiesto a gran voce “un po’ di umanità a tutti”. Anche l’attenzione mediatica su di lei non le fa bene, e infatti lei ha dichiarato:

Penso che manchi tanta sensibilità riguardo all’argomento perché molta gente parla, molta gente specula, molta gente commenta. Mi sono vista dipinta in tanti modi, cosa che comunque non giustificherebbe quello che mi è stato fatto ma mi infastidisce perché io non sono così. Io, che sono la vittima, mi sono sentita più volte offesa, più volte attaccata ingiustamente perché dopo tutto quello che ho vissuto, quest’ulteriore “violenza mediatica” non penso assolutamente sia giusta.

Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
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