Chiamami ancora amore: l’intervista del regista

17/05/2021

Gianluca Maria Tavarelli, regista di “Chiamami ancora amore”, ha rilasciato una lunga intervista a Coming soon, in cui ha raccontato della fiction di Rai 1 che in questi giorni ha guadagnato un grandissimo successo. Ecco cosa ha raccontato l’uomo.

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Chiamami ancora amore, è la miniserie che sta andando in onda in questi giorni su Rai 1. Racconta la storia di una dolorosa separazione tra due persone che in passato sono state unite da un grande amore. La fine del loro sentimento, però, darà vita ad una vera e propria guerra, le cui conseguenze si ripercuoteranno soprattutto sul figlio dei due, Pietro.

Un’assistente sociale, così, dovrà intervenire nelle dinamiche famigliari di Anna e Enrico, facendo luce sulle vicende del passato che hanno portato i due allo scontro che oggi stanno vivendo.

Con Greta Scarano e Simone Liberati la storia scritta da Giacomo Bendotti e diretta da Gianluca Maria Tavarelli, ha finalmente preso vita, regalando commozione e emozioni a tutto il pubblico.


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Vediamo insieme cosa ha raccontato il regista in merito della sua opera, in una recente intervista a Coming Soon.

Gianluca Maria Tavarelli: l’intervista del regista di Chiamami ancora amore

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Le tematiche della serie ricordano un po’ “Un Amore”, film che Gianluca Maria Tavarelli propose nel 1999. In effetti il “conflitto” tra amore e tempo è un dualismo che la fa da padrone nella serie di Rai 1 e lo stesso regista ha ammesso di essere rimasto molto colpito che il testo di Giacomo Bendotti riassumesse un concetto a lui così caro.

“Tutta la vita, il tempo che passa, influisce sulla tua esistenza e sui tuoi rapporti, sull’amore, su tutto… mi sembrava proprio il proseguo ideale di quello che avevo fatto all’inizio“.

ha detto il regista, entusiasta che questo progetto di avvicini a quello di ormai oltre 20 anni fa e che parli di qualcosa che anche in futuro vuole continuare a raccontare.

La sceneggiatura, piena di colpi di scena e dai caratteri a tratti investigativi, non è stata facile da mettere in scena. Ad “aiutare” la storia, però, c’è stata la scelta del regista che, tramite la figura di Claudia Pandolfi, ha messo in contrapposizione le diverse verità dei protagonisti.

“Claudia ci aiuta a seguire questo filo, a passare dal presente al passato e a renderci chiari questi passaggi a tratti complessi”.


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ha detto l’uomo, raccontando di aver cercato, almeno nelle prime puntate, di fondere passato e presente, portando l’attore nelle varie fasi temporali del rapporto della coppia, anche tramite riprese e tagli particolari. 

Tavarelli ha spiegato di aver quasi del tutto abbandonato carrelli e movimenti di macchina, cercando di fare qualcosa di meno spettacolare possibile e più “umano”, in uno stile simile a quello di un documentario.

Come ha raccontato l’intervistatore il rapporto tra loro, il grande amore del passato, doveva essere credibile per entrare in contrapposizione con quella lotta che, invece i due intraprendono nel presente. Il merito va anche agli autori: Greta Scarano, con cui il regista aveva già lavorato, e Simone, che è stato scelto tramite cast e provini.

“Si sono subito intesi e trovati; non c’è stato bisogno di fare grandi lavori: hanno fatto la storia subito loro”

ha detto Gianluca, sottolineando che la cosa a cui si è fatto più attenzione è stato mantenere l’intensità del racconto e rimanere fedeli ad esso.

“Un lavoro di cuore, di immediatezza, quasi di invenzione e mai di ragionamento“.

Il regista, sempre rispondendo alle domande di Mauro Donzelli, ha elogiato le serie tv che, oggi, hanno reso la televisione più vicina al pubblico, anche attraverso sperimentazioni che non si vedono neanche al cinema.

“Nelle serie si sperimenta, si racconta, si va giù duro più che al cinema. Credo che ormai la differenza non ci sia più, almeno nelle serie di qualità!”

ha spiegato. E la sua, di sicuro, di qualità ne ha dimostrata molta!

Arianna Preciballe
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