Euro 2020, Sergio Busquets: vita, talento, curiosità

Chi è Sergio Busquets, capitano della Nazionale spagnola e indispensabile giocatore (è un centrocampista) dell’FC Barcellona? Il numero 5 spagnolo è un figlio d’arte: suo padre è stato portiere del Barcellona. Un grande esempio di giocatore che non si vede ma fa la differenza i campo.

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Sergio Busquets è il perno attorno al quale ruota la nazionale spagnola. Capitano della Spagna, gioca nel Barcellona. Ma si mormora che a partire dalla prossima stagione (quindi dal 2022) potrebbe andare a giocare nella Major League Soccer, vale a dire in America.

Busquets, centro di gravità della Spagna

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Centro di gravità della Spagna, Busquets è per i suoi compagni un verro e proprio maestro d’orchestra: a centrocampo dirige il gioco e gli altri calciatori della sua squadra con grande consapevolezza e maestria. Gli Azzurri di Roberto Mancini se lo troveremo contro martedì 6 luglio nella semifinale di questi Euro 2020.

La passione per il calcio (il talento invece è cosa innata) gli deriva dal padre, che era portiere del Barcellona (anche se non il primo portiere). Carles vedeva in Sergio la realizzazione del suo sogno di gloria. E così alla fine il sogno si è realizzato. Busquets è un grande campione, un elemento imprescindibile di Nazionale e Barcellona.

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Anche nella vita privata il calciatore ha saputo realizzarsi: fidanzato dal 2014 con la bellissima Elena Galera Moron, da lei ha avuto un figlio, Enzo, che è il tifoso numero uno di papà.

Busquets, l’uomo che fa la differenza

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Tornando al calcio, Busi, questo il suo soprannome, è il calciatore imprescindibile che per nessuno sogna di essere: rimasto sempre nell’ombra, i ragazzini che amano tirare calci al pallone non sognano di essere come lui. Molto meglio assomigliare a gente come Iniesta, Xavi, Messi, Villa, Pedro, Neymar. Suarez. Eppure è proprio questo numero 5 un po’ dinoccolato e forse non bellissimo da vedere correre che fa la differenza sostanziale a centrocampo. È grazie a Busquets che il gioco gira, che la palla gira. Insomma, Busquets c’è ma non si vede. E questo, appunto, fa la differenza.