Eve La Plume svela il segreto per sentirsi belle e femminili

06/12/2020

Qual è il segreto per trovare quello che ci sta bene addosso? Come trovare ciocche ci fa sentire belle e femminili? Ecco i consigli dell’influencer ed icona di stile Eve La Plume…

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Eve La Plume, Icona di Stile, influencer che non influenza, ci svela quale sia il segreto per trovare quello che ci fa stare bene, che ci fa sentire belle senza mortificare la nostra femminilità. Eve La Plume si muove leggera, proprio come una piuma, fuori da qualunque schema dettato dalla moda e dai tempi. Impossibile non notarla, nei suoi abiti di fine 800 o inizio 900, che lei stessa abilmente crea.

Quando ero ragazzina mi chiamavano, Eve un soprannome che mi è sempre piaciuto. Come dice Chiambretti, un nome da primadonna, che mi calza a pennello. Eve è francese, come mia mamma e mia nonna. Eve mi piace perché  palindromo e  la Plume, che ne sottolinea la leggerezza, lo completa alla perfezione. Erano un po’ di anni che pensavo di voler fare qualcosa che non c’era. Allora facevo la costumista e, quasi senza accorgermene,  mi sono trovata a rappresentare una donna con un estetica che non era necessariamente quella del momento.


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Eve La Plume tra il 2009 e il 2011 appare in TV nel Chiambretti Night e in talkshow come Alle falde del Kilimangiaro, Porta a Porta, Maurizio Costanzo Talk, Lilit. Influenti riviste Playboy, Kult, Maxim, Marie Claire, Amica, Donna Moderna, Diva & Donna, Silhouette Donna, Grazia e Chi, pubblicano articoli dedicati alla performer, inusuale e unica. Nel maggio 2011 Vanity Fair le dedica cinque pagine  assegnandole il titolo di “Regina del Burlesque” in Italia.

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Eve secondo te ci si educa all’eleganza?

Credo che un po’sia innata, ma che dipenda anche dalla personalità di ognuno di noi e dalla possibilità che le concediamo di sbocciare. L’ambiente in cui si cresce condiziona moltissimo, perché evidentemente può essere stimolante o, al contrario, mortificante.  Ho avuto la fortuna di crescere nella casa di mio nonno che amava circondarsi del bello abituandomi a cose preziose e di gusto, una casa, dove mi divertivo a fare cacce al tesoro e che mi riservava sempre grandi sorprese. Credo che siano stati anni importanti per me in cui la mia innata sensibilità nei confronti del “bello” abbia trovato anche un terreno fertile sul quale fiorire.

In che modo possiamo definire lo stile?

Lo stile comprende la personalità e contiene informazioni di gusto, di pensiero e di background. Ci sono persone che tendono a occuparsi di altro e pertanto ne sembrano prive, in realtà anche quello è uno stile. Credo che sia un modo per mostrare l’anima, quella parte di noi che contiene maggiori informazioni che ci riguardano e per questa ragione è un peccato che non si possa esprimere al meglio. Come curiosità, se ogni donna potesse analizzare il 900 e osservare l’evoluzione del costume, potrebbe trovare il modello di donna che le somiglia e non sentirsi costretta a riferirsi a modelli preconfezionati imposti dalle mode, che invece di farla sentire a proprio agio e bella ne mortificano la figura.


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Quando hai capito di avere un tuo stile?

Ho scelto fin da piccola tante delle cose che mi piacevano, abitavo in un paesino di mille abitanti in montagna, dove tutti sapevano tutto di tutti. Il mio montgomery verde aveva fatto scalpore, ma questo non mi ha mai messa in imbarazzo, perché risultavo convincente e a mio agio anche  se tutti lo portavano color cammello o blu.  Un episodio, che definirei di passaggio, è stato l’incontro a diciotto anni con Xena Zupanic. Croata, bianca ed affusolata, era esteticamente fuori dal comune, in una parola bellissima. Lei amava indossare alcuni dettagli vintage, anni 20 e 30 e la cosa che mi colpì fu la libertà con cui si vestiva. Ricordo con chiarezza il momento in cui ho capito, in cui ho tradotto quello che avevo dentro. Xenia era avvolta in un mantello nero, quando lo lasciò cadere e scese le scale s’intravide un reggicalze anni 20 che per me ha rappresentato lo squarcio sul possibile. Per me è stata una musa, avendomi mostrato con chiarezza ciò che riuscivo a malapena a intravedere. Questo ha sdoganato del tutto la voglia di leggere dentro di me e definire quale fosse il mio stile.

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In che modo ci si può emancipare dal tipo di bellezza a senso unico che ci viene imposto?

Il mio segreto, anche da bambina, è sempre stato questo: riferirmi a qualcuno che in qualche modo mi somigliasse. Sono cresciuta negli anni 80 quando andavano di moda i capelli permanentati, il nasino all’insù e i colori sgargianti. In quel modello non mi sono mai ritrovata: la mia pelle era bianchissima e il mio naso importante. Grazie alla mia passione, che mi fece abbonare a Vogue già a undici anni, sfogliavo quelle riviste e guardavo le fotografie di alta moda. Tra quelle pagine ho trovato un modello di riferimento nel quale specchiarmi e poi, come ho detto, in Xenia la mia musa. Ho sempre avuto una passione per il costume, ma a un certo punto, ho capito con chiarezza che potevo studiarne la storia e proporla come la intendevo io. Se non conosciamo questa storia, la moda diventa solo un’espressione di quello che il mercato impone. È molto limitante non conoscere nient’altro e un peccato: in un momento di smarrimento generale, dominato da un’innata voglia di essere amati dagli altri, cerchiamo un consenso di cui sentiamo il bisogno e per ottenerlo ci omologhiamo. Se non si danno gli strumenti ai ragazzi per scegliere, fare una cernita tra ciò che conta o meno, tra il falso e il vero, se ne mortifica la creatività e la libera espressione.

Come vivi l’ineluttabile passare degli anni?

Ho paura e mentirei a dire il contrario; l’immagine per me è importante e mi piaccio come sono. Non potendola controllare, mi spaventa. Se, però, devo scegliere tra le donne che hanno preferito ri-farsi e quelle che hanno deciso di accettare il fatto di invecchiare, preferisco le seconde. Farò del mio meglio per prendermi cura di me, come ho sempre fatto. Ritengo che ci si debba volere bene e curare il proprio aspetto assecondando con ciò che indossiamo i cambiamenti della nostra figura, mantenendo vivo il nostro stile e scoprendone, anzi, nuove declinazioni. La femminilità si racconta e si declina anche secondo l’età che cambia. La bellezza cambia con noi, così lo stile al quale non si deve rinunciare, ma scoprirne nuove sfumature che ci facciano sentire comunque belle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
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