Fedez-Codacons, è scontro. Il botta e risposta

- 28/03/2020

Scontro aperto tra Fedez e Codacons, che s attaccano reciprocamente per la raccolta fondi per combattere il Coronavirus.

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In poco po di una settimana Fedez e Chiara Ferragni hanno raccolto 4,5 milioni di euro è costruito una nuova terapia intensiva presso il San Raffaele per combattere l’emergenza del Coronavirus. Ma ora è guerra tra la coppia e il Codacons,  l’Associazione per la tutela dei consumatori. Le accuse sono pesanti.

La tempestività con cui Chiara Ferragni e a Fedez sono riuscito a costruire un intero reparto di terapia intensiva al San Raffaele di Milano ha ricevuto il plauso della Comunità Scientifica. E come se non bastasse la coppia ha raccolto altri 250 mila euro da devolvere ad altri ospedali.

Il Codacons chiede chiarezza


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Ma il Codacons ha pensato bene di voler fare delle verifiche sulle somme raccolte e soprattutto sulla piattaforma GoFundMe, tramite la quale il rapper e la top influencer hanno dato il via alla macchina della solidarietà. Secondo il Codacons la loro operazione risulterebbe poco chiara e ha chiesto, attraverso un comunicato stampa, all’ospedale San Raffaele di Milano di chiarire se effettivamente “i lavori siano stati eseguiti con i soldi raccolti attraverso l’iniziativa di solidarietà lanciata dalla coppia, o se la struttura abbia anticipato di tasca propria le spese per il nuovo reparto, in attesa di ricevere i fondi promessi”.

 

A questa richiesta è seguita l’annuncio di un esposto all’Antitrust e alla Procura della Repubblica di Milano in cui si chiede di bloccare tutte le raccolte fondi ingannevoli o che applicano commissioni nascoste o equivoche agli ignari donatori.

Fedez va su tutte le furie

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La reazione di Fedez non si è fatta attendere molto e il rapper ha sbottato prima su Twitter, poi su Instagram con un video messaggio davvero al vetriolo. “Vogliono bloccare la raccolta fondi per il coronavirus e chiedono soldi. Fermateli”, è in estrema sintesi l’accusa del rapper mossa al Codacons.

“Fate girare”, cinguetta Fede dal suo account Twitter, andando al contrattacco, “Codacons sta spacciando sul loro sito una campagna di raccolta fondi apparentemente “contro il coronavirus” quando basta cliccare sul banner per scoprire che le donazioni servono a sostenere SOLO loro stessi. Ma è possibile che nessuno intervenga?”, di è domandato l’ex giudice di X Factor.

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Quindi aggiunge: “Abbiamo chiesto a GoFoundMe di prendere una parte di profitto e di girarlo agli ospedali colpiti dall’emergenza e siamo riusciti a tirar su 250mila euro che la piattaforma ha deciso di darci e che abbiamo destinato all’ospedale di Bergamo, Cremona e al policlinico di Milano“.

Ma non si ferma qui: la rabbia e la delusione di Fedez sono enormi. “La gente muore e voi chiedete i soldi per voi stessi. Dite di donare per non pagare le tasse. E questa è un’associazione parastatale che dovrebbe tutelare i consumatori”.

La querelle Fedez-Codacons continua

Il botta e risposta continua e crediamo andrà avanti ancora. Nel frattempo è arrivata la replica piccata e poco elegante del presidente del Codacons Carlo Rienzi, che apostrofa Fedez come “questo signore, che credo sia un cantante, ma non ne sono certo”. Poi Rienzi prosegue: “Fedez non ha capito niente, noi raccogliamo fondi per le denunce, diffide, ricorsi in questo momento di emergenza. Sono già 42 le cose fatte e sì, sono fondi a sostegno del Codacons, ma per l’emergenza Coronavirus”.

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Quanto all’accusa di voler bloccare le raccolte fondi private, Rienzi garantisce di aver solo chiesto “al governo che i soldi siano versati direttamente sul conto della Protezione Civile, perché almeno è un ente pubblico, e non si rischia che i privati non le destinino a chi devono”. E mentre la querelle promette di non fermarsi, al San Raffaele e in altri ospedali continuano a salvare vite umane. Che è l’unica cosa che conta.

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