Gabriele Ciampi: fianco a fianco con gli Obama

26/06/2020

Gabriele Ciampi è l’unico italiano membro dell’Accademy dei Grammy Awards, ha suonato alla Casa Bianca su invito di Michelle Obama ed è impegnato con la fondazione Obama a sostegno del #blacklivesmatter.

Gabriele Ciampi (foto Luz Gallardo)

Gabriele Ciampi compositore e direttore d’orchestra, unico italiano membro dell’Accademy dei Grammy Awards, ha suonato alla Casa Bianca su invito di Michelle Obama; tutt’oggi impegnato in prima persona con la fondazione di Obama a sostegno del #blacklivesmatter, si racconta per noi con la modestia che solo i grandi possono concedersi. “She Walks in Beauty” è l’ultimo singolo edito da Universal che anticipa il quarto album in uscita a novembre.

Un ennesimo crossover col quale il Maestro ci sorprende sconfinando nel pop soul internazionale con un messaggio di speranza e resilienza. Ciampi prende in prestito le parole della celebre poesia di Lord Byron per coniugarle con la propria musica e farne la colonna sonora alle immagini della pandemia che rimarranno per sempre nella storia e, si spera, nel cuore di tutti noi. Un’ennesima dimostrazione di coraggio e determinazione di Gabriele che, con le voci meravigliose di Teura e del violoncello di Livia De Romanis, ha saputo regalarci questo brano che davvero, non potrà essere dimenticato.


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Cover-She walks in beauty

A cinque settimane dall’uscita di “She Walks in Beauty”, sei soddisfatto di com’è stato accolto il tuo lavoro?
Sono soddisfatto per due motivi: in primis la sperimentazione nel pop, che non avevo mai fatto e che mi ha permesso di comunicare un messaggio con un linguaggio nuovo permettendomi di allargare la mia visuale.

Questa nuova linfa creativa ha prodotto un nuovo disco che uscirà a Novembre con una produzione del tutto nuova dove ci sarà anche l’elettronica. Oggi, che è passata un po’ la voglia estrema di speranza, so che il messaggio è stato recepito e quindi la mia soddisfazione è doppia. È stato un lavoro complicato dove tutti abbiamo dovuto improvvisare lavorando a distanza, ma abbiamo capito che alle volte riteniamo irrinunciabile comodità di cui potremmo fare a meno. Questo modo di lavorare, in realtà ci ha permesso di muoverci più velocemente senza rinunciare alla qualità di una produzione che è stata ottimale grazie anche alla disponibilità e la bravura di Teura e Livia De Romanis con le quali lavoro da tempo, che si sono dimostrate ancora una volta all’altezza, nonostante le oggettive difficoltà.

Fare memoria, tenere nel cuore per ritrovare la speranza. Quanto può essere di aiuto ricordare per rialzarsi e trovare nuovi stimoli a ripartire?
La ripartenza è la cosa più difficile; bisogna avere una motivazione, altrimenti si rischia di abbandonare. Per me è stato uno stimolo, una nuova sfida che ho raccolto. Il mio lavoro era basato sul live. Ora cambierà tutto ma sono convinto che, talvolta, siano proprio le difficoltà a metterci nella condizione di scavare dentro di noi trovando risorse che non sapevamo di avere. Il lockdown, ci ha costretti ad aprire le dispense di casa, non potendo assecondare le nostre voglie compulsive di andare a comprare, ma ci siamo riscoperti capaci di inventare piatti sfiziosi con ingredienti dimenticati.


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Ancora una volta hai saputo sorprendere: dal tuo cilindro con “She Walks in Beauty”, la poesia di Lord Byron ha trovato la sua colonna sonora, attuale e contestualizzata in un oggi che ci ha travolti e stravolti. Non potrebbe essere una buona imbeccata per l’insegnamento?
Le relazioni delle arti sono fondamentali, queste non possono essere considerate contenitori chiusi e separati, ma vasi comunicanti che fluiscono e si alimentano l’uno con l’altro. Ho preso il messaggio della poesia lirica di Lord Byron e l’ho enfatizzato con la musica. Sarebbe bello se si riuscisse davvero a farlo nell’insegnamento. Qualunque disciplina potrebbe davvero essere un ponte verso un altra, insomma per utilizzare un termine che mi piace particolarmente e mi connota: un crossover.

Foto-Ciampi1

Come ne uscirà la musica e soprattutto quella dal vivo?
La musica ci aiuterà a guardare avanti, mostrandoci come talvolta la perfezione ricercata in modo ossessivo deprivi i contenuti: una bella confezione vuota, è poca cosa. Anche per i concerti, che anche per me sono fondamentali, dovremo trovare modalità nuove. Ormai erano diventati “spettacolari” nel senso vero del termine, ma siamo sicuri che la musica fosse ancora la vera protagonista? Purtroppo credo che fosse passata in secondo piano a sovrastrutture che in realtà ne rubavano la scena. Eventi ridimensionati potrebbero ridarle giustizia, con maggiore attenzione e cura per un ascolto vero. Non solo, ma potrebbe essere anche più democratica fornendo la possibilità a chi ha qualcosa da dire davvero, di riuscire a farlo.

Il tuo impegno è a favore del dialogo tra culture diverse, che come nella musica e in qualunque altro campo, possono solo arricchire e costruire: un crossover che può renderci migliori. Vivi a Los Angeles, dove sostieni la fondazione Obama a favore de il #blacklivesmatter. Vuoi parlarcene? 
Sostengo la fondazione Obama nel portare avanti il #blacklivesmatter perché ritengo che la musica abbia il dovere di unire, come unico elemento di coesione tra diverse culture e in grado di abbattere qualsiasi barriera sociale. Sono impegnato a girare dei reportage sulla situazione attuale americana cercando di dare voce e di diffondere ulteriormente questo messaggio di solidarietà. Mi auguro che, attraverso le arti, si possa rafforzare il dialogo tra culture diverse e con la mia musica m’impegnerò sempre di più per questo messaggio universale per me imprescindibile e irrinunciabile.

Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
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