Gerry Scotti: il racconto drammatico “Ho usato il casco per l’ossigeno”

18/11/2020

In un’intervista al “Corriere” il conduttore Gerry Scotti ha ripercorso i dieci giorni di ospedalizzazione per Covid-19, da cui ora è guarito. Il presentatore è arrivato all’ultimo step di cure prima della terapia intensiva. 

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Gerry Scotti, ricoverato 10 giorni per Covid, è uscito il 16 novembre dall’Humanitas di Rozzano.

In un’intervista al Corriere della Sera il conduttore televisivo ha ripercorso i suoi giorni in ospedale.

Gerry Scotti racconta il ricovero per Covid

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All’inizio, ha spiegato il presentatore di “Chi vuole essere milionario?” su Canale 5, ha avuto sintomi “blandi”: febbriciattola, stanchezza, colpi di tosse. “Una settimana e passa tutto”. Invece così non è stato.

Quando è tornato sfebbrato e pensava di star bene, è risultato positivo. Quando ho sentito quella parola mi è sembrato improvvisamente di essere al di là del Muro di Berlino”.


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Ha poi confessato Scotti:

“Quando mi hanno detto che mi ricoveravano sono diventato verde, ho sudato freddo. Io li vedevo tutti, vedevo 24 persone immobili, intubate, come nei film di fantascienza”.

Ecco cos’è successo:

“Al secondo controllo al Covid Center dell’Humanitas a Rozzano mi è stato consigliato di rimanere da loro perché avevo tutti i parametri sballati: fegato, reni, pancreas. Ero già nell’unità intensiva, perché quando entri nel pronto soccorso del Covid Center non c’è l’area rinfresco, l’area macchinette, l’area vogliamoci bene: si apre una porta e da lì in poi vedi tutto quello che hai visto nei peggiori telegiornali della tua vita”.

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Gerry è arrivato fino all’anticamera della terapia intensiva. Ha raccontato:

“I medici mi dicevano di non spaventarmi: non la mettiamo in terapia intensiva ma in una stanza a fianco perché abbiamo bisogno di monitorarla, per sapere se la sua macchina, il suo corpo, ha bisogno di cure particolari. Ero in una stanzina, di là c’era la sliding door della vita di tantissime persone”.

Ha aggiunto:

“Con due altri pazienti ci strizzavamo l’occhio, dai che ce la fai. Ho appurato — stando lì, due notti e un giorno — che quella era l’ultima porta. Se decidevano di aprire quel varco… Io li vedevo tutti, vedevo 24 persone immobili, intubate, come nei film di fantascienza. Pregavo per loro invece che pregare per me”.


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Scotti è andato vicino a essere intubato, tanto che ha dovuto indossare il casco con l’ossigeno per la ventilazione:

“Sono arrivato all’ultimo step indolore della terapia prima che ti intubino. Per un paio di giorni a orari alterni ho dovuto indossarlo anche io, è stato un toccasana. Ricordo lo slogan: il casco ti salva la vita. Adesso ho capito bene di che casco si tratta… Poi una mattina hanno girato indietro il letto e mi hanno riportato nella mia stanza”.

Il conduttore, infine, ha sottolineato che cosa ha imparato dopo quest’esperienza.

“Ho cambiato idea su tante cose. Mi son tolto tutte le soddisfazioni che mi potevo togliere, ho avuto una vita ricca, ma adesso ho visto quanto è sottile il filo che ci attacca alla vita, ho visto che basta un attimo“.

Cristina Damante
  • Autrice
  • Esperta in: Gossip, Serie Tv e Reali d'Inghilterra
  • Laureata in Scienze della Comunicazione
  • Fonte Google News
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