Giuseppe Fiorello torna su Rai 1 con “Penso che un sogno così”

29/12/2020

Giuseppe Fiorello porta su Rai1 l’11 gennaio prossimo ‘Penso che un sogno così’, adattamento televisivo dello spettacolo dedicato a suo padre e a Domenico Modugno che ha viaggiato lungo l’Italia per 300 serate

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Dopo averlo raccontato in giro per l’Italia, a teatro, Giuseppe Fiorello porta
il racconto di suo padre in televisione, su Rai 1, il prossimo 11 gennaio. ‘Penso che un sogno così descrive il ruolo determinante che il padre ha avuto nella sua vita e nella sua carriera.

“Salgo a bordo del deltaplano delle canzoni di Domenico Modugno e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l’Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili”. Un racconto commovente…

Uno spettacolo omaggio a suo padre scomparso

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Giuseppe Fiorello era “un bambino chiuso, timido e introverso, cresciuto a pane e Modugno“. Un omaggio a suo padre che morì quando lui aveva 20 anni.

“Era un padre molto semplice, simpatico, anche se la simpatia spesso viene letta come una dote leggera. Mi colpiva la sua positività, la sua visione della vita: era un possibilista, tutto per lui era possibile, fattibile; sognava molto, per noi e per lui. E poi non solo cantava le canzoni di Modugno, ma gli assomigliava anche fisicamente”

Quando è successo Giuseppe era un ragazzo poco più che maggiorenne. “Ero un ragazzo non ancora diventato uomo. Ero al crocevia delle decisioni, nello svincolo della vita. Dove vado? Mio padre mi aiuterà, pensavo. Il mondo mi crollò addosso. La sua morte mi costrinse a crescere più velocemente e a mettere in ombra la parte chiusa e bloccata di me. Cominciai a muovermi, incuriosirmi, viaggiare, capirmi, incontrare persone”.

Sul palco con lui anche suo fratello Rosario

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Un racconto che non fa da solo. Con lui ci sono Paola Turci, Eleonora Abbagnato, Favino, Serena Rossi, Francesca Chillemi.

E In scena alla fine arriva anche suo fratello Rosario. “E’ sempre molto eccitante lavorare con lui, ti senti sempre in bilico sul crinale di una scarpata, hai paura che possa cambiare le regole del gioco, te ne stai lì impaurito ed eccitato, ma lui ti tiene sempre per mano“. Proprio come un fratello più grande, come un padre, chiude il Corsera.

Ludovico Merlo
Giornalista professionista
Esperto in: TV, Spettacolo e Gossip
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