Glee: trama, cast e curiosità

27/02/2021

Glee è una delle serie tv che hanno rivoluzionato maggiormente il concetto di personaggi all’interno di una serie; nata durante la presidenza di Obama negli U.S.A., è interamente disponibile su Netfllix, nonostante sulla serie ci siano alcune teorie che la dipingono come una “serie maledetta”.

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Glee è una serie che ha rivoluzionato il mondo delle serie tv, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione di minoranze e comunità; nata durante la presidenza di Barack Obama, questa serie diretta da Ryan Murphy è un simbolo di accettazione e lotta contro il pregiudizio.

Andata in onda tra il 2008 e il 2014, per un totale di 6 stagioni, la serie è interamente disponibile su Netflix e non accenna ad essere rimossa, grazie ad un buon seguito che, nonostante siano trascorsi ben 7 anni dalla sua fine, riesce ancora ad attirare a sé.

Una storia che parla di tutti, indipendentemente dall’etnia o orientamento sessuale

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La trama è quella di un liceo nella provinciale cittadina di Lima, in Ohio, dove un gruppo di ragazzi con la passione per il canto coreografato, decidono di sfidare il pregiudizio e il bullismo, creando un “glee club“, ossia un gruppo di persone che interpretano brani a cappella (senza l’ausilio di strumenti, ma solo di voci), ballando a tempo.

Nelle sei stagioni, il perno di tutta la narrazione, è l’accettazione che molte persone non riescono a “guadagnarsi” in un paese conservatore come l‘America dove solo il connubio Cheerleader e campione di football è accettato.

In questa serie tutti i personaggi combattono contro un qualcosa che viene rigettato dagli altri, senza aver scelto quel qualcosa; la protagonista, Rachel (Lea Michele) è ebrea e figlia di due papà, Merceds ( Amber Riley) è una promettente cantante ma di colore e molto in carne, Kurt (Chris Colfer) è appassionato di moda ed è omosessuale, innamorandosi poi di Blaine (Darren Criss), un omosessuale che, a differenza di Kurt, non mostra nessuno degli stereotipi cuciti sui gay dalla società.

Pian piano, glee ha introdotto nel mondo dell’intrattenimento, le famose minoranze, dandogli spazio e importanza. È assurdo pensare che risalga al 2008, ma questa serie, tremendamente attuale, mostra come battaglie di oltre dieci anni fa, in una società che manda sonde su Marte, siano ancora stagnanti.


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Basti pensare che solamente con questa serie si è parlato apertamente di omosessualità in una serie tv pomeridiana e indirizzata ad un pubblico di giovani adulti, a differenza di molte serie che utilizzavano la tecnica del “queer baiting“, ossia fare allusioni a personaggi omosessuali senza mai dichiararlo pubblicamente nella trama, ma facendolo passare quasi per scontato.

La maledizione della serie

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In molti credono che questa serie sia “maledetta”, a causa delle numerose perdite del cast originale negli anni.

Il primo caso fu quello del protagonista maschile Finn, interpretato da Cory Montheit, scomparso nel 2013 a causa di un’overdose; seguito dal caso più oscuro di Mark Salling, accusato di essere in possesso di materiale pedopornografico.

L’attore è morto nel 2018, per un “apparente suicidio“, prima di essere condannato per il reato di pedopornografia. L’ultimo caso è quello dell’estate del 2020 che ha coinvolto Naya Rivera, l’interprete di Santana Lopez.

La donna è morta a causa di un incidente sul lago Piru; in gita su una barca con suo figlio di soli 4 anni, la donna ha salvato il bambino che era cascato dalla barca, perdendo la vita a causa della pericolosità del lago.

Una serie di tristi coincidenze che non rovinano quello che è il messaggio della serie, importante e ancor tristemente attuale; sono centinaia di migliaia i blog nati a supporto della serie dove, le persone che si riconoscevano in quei personaggi, hanno affermato negli anni di aver preso coscienza di sé stessi crescendo con una serie degna di rispetto e di essere guardata.

 

Vito Girelli
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