Isola dei Famosi: due ex naufraghe imputate nel Ruby ter

Susanna Minelli
  • Dott. in Lettere e Storia
01/10/2022

Le gemelle Eleonora e Imma De Vivo, ex naufraghe dell’Isola dei Famosi nel corso delle sesta edizione, tornano a far parlare di sé: accusate dalla Procura di essere “schiave sessuali”, sono imputate nel Ruby ter, processo che vede coinvolto anche Silvio Berlusconi.

Isola dei Famosi: due ex naufraghe imputate nel Ruby ter

Alcuni giorni fa sono state sentite in aula a Milano Eleonora De Vivo e sua sorella Concetta, nota al grande pubblico come Imma. Le due hanno partecipato alla sesta edizione de L’Isola dei Famosi , quella vinta da Vladimir Luxuria davanti a Belen Rodriguez e Rossano Rubicondi. Subito dopo quell’esperienza le gemelle hanno stretto un forte legame di amicizia con il leader storico di Forza Italia Silvio Berlusconi.

È proprio questo rapporto ad averle fatte finire nei guai: imputate insieme al Cavaliere nel processo Ruby ter, Eleonora e Imma sono accusate di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza: la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere, ritenendo che le ragazze abbiano ricevuto bonifici in cambio del proprio silenzio.

Le accuse infamanti e la difesa dell’avvocato

Isola dei Famosi: due ex naufraghe imputate nel Ruby ter

Eleonora e Imma si sono presentate in aula con il loro avvocato difensore Maria Manuela Mascalchi e ne hanno ascoltato in prima fila l’arringa difensiva. Secondo il legale:

Da 10 anni, da quanto dura questo procedimento, vengono etichettate come “olgettine”, ossia escort, ma non lo sono. Loro stesse hanno ammesso di ricevere dal 2006 somme di denaro da Berlusconi e questa non è una condotta illecita. Loro non hanno mai nascosto nulla.

Per le due ex naufraghe dell’Isola dei Famosi, che ora rischiano il carcere, la Mascalchi chiede una piena assoluzione. Inoltre in un comunicato Ansa riferito proprio alle due sorelle De Vivo viene riportato:

I pm nella requisitoria le hanno etichettate come schiave sessuali del grande anziano, odalische del sultano. Dicendo che hanno partecipato a scene orgiastiche. Questi sono solo commenti e considerazioni scandalistiche da parte dell’accusa. Non ci sono elementi per arrivare a una condanna per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Dal processo sono emersi solo considerazioni legate alla morale, non reati.